IL SANTUARIO YASUKUNI. LUOGO DI MEMORIA O ESALTAZIONE DELL’IMPERIALISMO GIAPPONESE?

Come tutti i Paesi, anche il Giappone ogni anno commemora tutti i militari morti. E uno dei principali sacrari militari atti a commemorare i caduti si trova a Tokyo. È il santuario shintoista Yasukuni, il cui nome significa letteralmente “santuario della pace nazionale”. È dedicato alle anime dei soldati morti combattendo per l’Imperatore. Situato nel quartiere di Chiyoda, a nord-ovest del Palazzo Imperiale, è utilizzato per rendere omaggio anche ai periti nei conflitti successivi.

Entrata del santuario Yasukuni
Entrata del santuario Yasukuni
Santuario Yasukuni
Santuario Yasukuni

Santuario Yasukuni

All’interno del santuario Yasukuni, un “Libro delle anime”.

Si tratta di una lista di oltre due milioni di nomi di uomini e donne impiegati dall’esercito e deceduti durante le guerre del Giappone imperiale. Contro la Cina, la guerra russo-giapponese e le due guerre mondiali. Ci sono anche stranieri, coreani e taiwanesi, arruolati nell’esercito giapponese. Non sono venerati i morti dopo il  Trattato di San Francisco del 1951, con cui l’esercito nipponico, condannando il militarismo, è diventato Forza di Autodifesa Giapponese. Con l’impossibilità di partecipare a guerre, fatte salve operazioni internazionali per il mantenimento della pace.

Ogni anno capi di stato e politici si recano al santuario per rendere omaggio ai caduti. Nulla di strano, sembrerebbe. Ogni paese commemora i propri caduti.

Ma non è così.

Il santuario Yasukuni, infatti, è al centro di diverse controversie internazionali.

Le visite annuali, da tempo, continuano a far rivivere fantasmi del passato e a riaprire vecchie ferite con i paesi vicini. Cina, Taiwan e le due Coree contestano al Paese del Sol Levante di commemorare anche chi si macchiò di gravi crimini di guerra. Contestazioni che hanno dato vita anche a numerose manifestazioni antigiapponesi.

Prigionieri cinesi sepolti vivi
Fossa comune piena di cadaveri cinesi

Nel santuario, infatti, sono commemorati anche i militari che presero parte alle guerre di invasione in nome del sogno panasiatico del Giappone di affermarsi come prima potenza in Asia e nell’Oceano Pacifico. Militari giudicati criminali di guerra per le atrocità commesse. Come Hideki Tojo, condannato a morte dal Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente, istituito dagli americani per giudicare le violenze dei giapponesi.

L’esercito nipponico non fu clemente nei territori conquistati nel sud-est asiatico. Secondo stime statunitensi, uccise circa 30 milioni di persone, in Cina, Filippine, Vietnam, Corea, Malesia, Birmania, Cambogia e Indonesia. Tantissimi furono rinchiusi in campi di concentramento dall’aspettativa di vita davvero bassa. Tra tutti, furono i cinesi, che con il Giappone condividono una storica rivalità, a subire maggiormente violenze e soprusi.

Accanto al santuario Yakusuni, un museo sulla Seconda Guerra Mondiale, come per il tempio, è accusato di revisionismo dai vicini paesi.

Entrata del museo
Treno militare giapponese nel museo del Santuario Yasukuni
Treno militare giapponese nel museo del Santuario Yasukuni
Artiglieria giapponese nel Museo del santuario Yasukuni
Artiglieria giapponese nel Museo del santuario Yasukuni
Aereo militare giapponese nel museo del santuario Yasukuni
Aereo militare giapponese nel museo del santuario Yasukuni

Anche le guide turistiche, infatti, avvertono che la visita potrebbe urtare alcuni visitatori (i turisti asiatici).

Il dibattito è aperto, del resto, tra gli stessi giapponesi. La politica è divisa tra la sinistra, che contesta le visite istituzionali, condannando il passato militarista e imperialista, e la destra, che preme affinché continuino.

Spesso, all’entrata del santuario yasukuni, stazionano manifestanti intenti a distribuire materiale a sostegno delle proprie tesi, specialmente quelle favorevoli alle commemorazioni. Chi scrive ebbe un saggio del giornalista taiwanese Huang Wenxiong, di posizione anticinese. Sostiene che la Cina dovrebbe ringraziare il Giappone. Nelle regioni controllate, dice, costruì infrastrutture che contribuirono a modernizzare l’economia cinese e avviò sforzi per l’alfabetizzazione.

Saggio del giornalista taiwanese Huang Wenxiong consegnato all'entrata del santuario Yasukuni
Saggio del giornalista taiwanese Huang Wenxiong

Secondo il giornalista, inoltre, i giapponesi riuscirono a interrompere le guerre civili che insanguinarono il paese. E ostacolarono le mire imperialistiche dei paesi occidentali cercando di unificare l’Asia orientale. Dibattiti che, del resto, non sono molto distanti da quelli che tuttora ci sono da noi, sul passato colonialista delle potenze occidentali e sulla tendenza a giustificarli nel nome di presunti meriti.

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