“SAEPINUM”, UNA PICCOLA POMPEI NEL CUORE DEL MOLISE

di Carmela Moretti

Di quante vite avremmo bisogno per conoscere a palmo a palmo l’immenso patrimonio storico-artistico dislocato nel territorio italiano? Probabilmente ce ne servirebbero dieci, dal momento che a corollario dei numerosi siti più noti ce ne sono tanti altri che restano ai margini dei grandi flussi turistici, ma che sono comunque un gioiello di inestimabile valore.

È per esempio il caso di Saepinum, che schiacciata dalle ben più studiate, valorizzate e apprezzate Pompei ed Ercolano, in pochi conoscono. L’eco della sua importanza storico-archeologica mi aveva raggiunto nel corso dei miei studi umanistici, ma ho avuto modo di visitarla soltanto qualche giorno fa, in un giorno in cui cercavo riparo dalla calura pugliese.

Siamo nella parte sud-orientale del Molise, ai piedi dei monti del Matese; qui, in quello che fu il territorio del popolo sannita, è possibile tornare molto indietro nel tempo, passeggiando in una città romana ottimamente conservata.

Per cominciare, diamo poche, ma chiare coordinate storiche. I sanniti erano un popolo di pastori, che tra il IV e III secolo a. C. occupavano quel territorio che da loro prese il nome di Sannio e che corrisponde alla odierna parte appenninica compresa tra Molise, Abruzzo e Campania. Erano valorosi e impavidi combattenti, dal momento che seppero, come si suol dire, dare filo da torcere ai romani. Nella loro fase di espansione in territorio italico, il popolo romano dovette combattere ben tre guerre contro i sanniti, subendo anche una pesante sconfitta con annessa umiliazione, passata alla storia come le “Forche Caudine”: nel 321 a. C. i romani, assediati dai sanniti, furono costretti alla resa e ad accettare condizioni ignobili, ma ebbero poi la meglio in seguito, sottomettendo definitivamente i loro nemici.

 

combattente sannita
Battaglia delle Forche Caudine

Bene, torniamo al presente. Poco lontano da Sepino, uno dei borghi più belli d’Italia, troviamo i resti archeologici di Saepinum, l’antica città romana, che raggiunse il massimo splendore in epoca augustea.

Il sito è facilmente raggiungibile, è aperto a tutti ed è visitabile gratuitamente.

Percorrendo il cardo e il decumano della città, è possibile ammirare la cinta muraria lunga 1200 metri, su cui si aprono quattro porte d’accesso; le colonne doriche di una basilica; il basamento del Foro, su cui si affaccia il macellum, cioè il mercato cittadino; ma soprattutto fra gli elementi di maggior rilievo e meglio conservati c’è il teatro, con una capienza di circa 3.000 posti e di cui si conservano la cavea, l’orchestra e parte del proscenio.

Altilia-Saepinum
Saepinum
cinta muraria
foro
teatro di Saepinum
colonne della basilica

A giusta ragione, nel 2020 il New York Times ha inserito Sepino tra le 52 mete del mondo da scoprire. È una visita perfetta, che si inserisce in un viaggio di alcuni giorni in una regione splendida, che se ne sta lontana dal frastuono del turismo di massa, tra il verde dei monti del Matese e i resti del nostro passato.

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