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CON “LA SCUOLA DEI TEEN”, ANCHE GLI ADOLESCENTI VANNO A LEZIONE DI FILOSOFIA

di Carmela Moretti

In che cosa si distingue il bene dal male? Che cos’è la morale? Che cosa sono il bello, il gusto, l’estetica? Come approcciarsi all’altro da sé? Sono soltanto alcune delle tante domande, che rientrano nel vasto campo della filosofia, con cui l’uomo fa costantemente i conti nella propria esistenza e per le quali spesso annaspa nella ricerca di risposte più o meno soddisfacenti. C’è tanta sete di filosofia nel mondo, dunque, ma poche sono le possibilità di abbeverarsi alla fonte di questa disciplina antica quanto l’uomo. Mosso da questa consapevolezza e convinto della necessità di un approccio alla filosofia già in tenera età, l’autore e dottore in filosofia Francesco Monteleone ha creato “La scuola dei teen”, titolo che vuole parafrasare il celebre affresco di Raffaello, La scuola di Atene, in cui i più grandi filosofi e matematici dell’antichità pensano, dialogano, s’interrogano. Ed è proprio questo lo scopo del testo di Monteleone: stimolare già negli adolescenti la pratica di ciò che è considerato il perno della pratica filosofica, il libero pensiero unitamente al dialogo dialettico.

 

 

 

 

 

 

 

 

“La scuola dei teen”, edito Les flaneurs, è un prodotto confezionato benissimo: sono bozzetti di vite dei più grandi filosofi di ogni epoca, da Socrate a Simone de Beauvoir, arricchiti dalle illustrazioni gradevoli e di ottima fattura di Giuseppe Inciardi. Particolare è l’accostamento con il cinema e l’arte, discipline con cui la filosofia dialoga costantemente in un proficuo rapporto di rimandi e riferimenti. Si tratta di un ottimo regalo per i teenager dai 10 ai 14 anni e consigliatissima sarebbe la sua adozione nelle scuole, per i motivi che ora vi chiariremo.

Francesco Monteleone

Innanzitutto, il testo non perde mai di vista il target a cui si rivolge. L’autore sa parlare ai ragazzi con un linguaggio chiaro, ma al tempo stesso evocativo, lasciando spazio alla ricerca e all’approfondimento individuale. In sostanza si vuole interessare, suggerire, ma senza domare la libertà e la curiosità individuale. In secondo luogo, è ormai acquisito che l’apprendimento per biografie sia una delle metodologie didattiche più efficaci. Attraverso il racconto delle vite altrui, i ragazzi imparano profondamente, memorizzano, si identificano, riflettono sugli altri e di conseguenza sulla propria interiorità. Studiare le vite dei grandi migliora la consapevolezza del mondo e di se stessi.
In ultimo, questo testo nelle scuole sarebbe un ottimo punto di partenza per allargare gli orizzonti e trattare, in maniera interattiva e trasversale, altri temi: che cos’è la maieutica di Socrate, che cos’è stata l’inquisizione con cui un genio come Giordano Bruno dovette fare i conti, che cosa si intende con la massima “penso, perciò esisto”, perché Leopardi viene accostato alla figura di Schopenhauer.

“La scuola dei teen” è, dunque, un utile approccio al pensiero libero e ribelle. Se non si incomincia a praticarlo in tenera età, c’è il rischio che più tardi possa essere troppo tardi.

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