GRETINO È CHI INSULTA

di Carmela Moretti

Il fenomeno degli “odiatori seriali” necessita di essere oggetto di uno studio antropologico approfondito.

Che cosa muove – ancor più nella società dei social – alcuni esseri umani a detestare visceralmente altri esseri umani, a inveire contro tutti dando sfogo alle più animalesche pulsioni? Probabilmente, la renitenza a intendere il rapporto con gli altri in maniera dialettica, l’arroganza di credersi portatori di verità assolute, la sempre meno disponibilità a vedere l’altro come uno specchio in cui riflettersi, per migliorarsi vicendevolmente.

Eppure – c’è poco da fare – almeno gli odiatori seriali di Greta Thunberg e dei suoi piccoli seguaci (ne hanno dette davvero di tutti i colori, eccetto il “verde”) devono capitolare ed è bene che se ne rendano conto quanto prima. I giovani d’oggi sono migliori di molti adulti in tanti aspetti, e l’ecologia è proprio uno di questi.

Le generazioni precedenti pensavano (nella stragrande maggioranza dei casi) che un’aiuola fosse una piccola discarica a cielo aperto, che nel mare si potessero lavare gli utensili da cucina dopo aver consumato il lauto pasto, che un fazzoletto di carta potesse essere gettato per strada, tanto ci avrebbero pensato gli spazzini. Il concetto di Pianeta Terra nemmeno sfiorava le menti, prese com’erano da un ingenuo “antropocentrismo”.

E ancora oggi che di ambiente si parla in ogni dove – a scuola, in TV, sui giornali, per strada – si vedono adulti spegnere nella sabbia le cicche di sigarette e mescolare i rifiuti in un unico saccone nero, perché la differenziata è proprio una seccatura.

Di contro, tantissimi ragazzi hanno già sostituito le bottigliette di plastica con ecologiche e più igieniche borracce termiche che troneggiano sui banchi di scuola, sanno che devono andare a cercare i contenitori per il vetro e per la carta perché i due insieme non ci possono proprio stare, sanno che una doccia di dieci minuti vale più di uno spreco d’acqua di mezz’ora.

E scendono in piazza per ricordarcelo, perché nessuno li obbliga ad andare alle manifestazioni per l’ambiente, potrebbero andare al luna park come Pinocchio quando marinava la scuola.

Non meritano, dunque, di essere sommersi da quintali di odio gratuito. Ci stanno provando seriamente a essere adulti più ambientalisti di noi – almeno più consapevoli e responsabili – e in questo percorso vanno sostenuti e incoraggiati.

Magari, persino emulati.

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