PENELOPE E LE MALEFEMMINE, scritto e interpretato da Daniela Baldassarra, esordio all’AncheCinema di Bari, 6 ottobre 2022

di Francesco Monteleone

Ci ha fatto riprendere fiato. Le scarpette giallo-Ferrari che significano “anche in questa partenza io sono in pole position”; il potente naturalismo del suo corpo tenuto sotto controllo da un vestito di alta sartoria e soprattutto i provocatori capelli color melograno sfuggiti a ogni censura, ci hanno fatto riprendere fiato; perché la Baldassarra esordisce con il suo ultimo e rievocativo spettacolo proprio mentre in un orrido posto del mondo le donne vengono incarcerate, stuprate, uccise se hanno fuori posto il velo per coprirsi il capo. Basta! La barbarica sovranità degli uomini che si mantiene tuttora nei regimi teocratici (e nondimeno nei regimi liberali) deve mutar di segno, anzi deve essere abbattuta e archiviata in un lacrimoso faldone dove rimanga per sempre sepolta la parte peggiore della storia dell’umanità. Basta! La strategia paradossale della Baldassarra è annichilire le ragioni del dominio maschile, far crescere il bisogno di verità negli adolescenti e negli indifferenti, liberare le donne dalla paura del silenzio. Questo è il folgorante insegnamento di un’attrice unica in Italia che con il suo carattere franco, brillante e divertente realizza, in un inconfondibile stile umoristico, il teatro-verità, ovvero un teatro “emancipato” e una verità “spaccatutto”.

Lo show

Il dopo-Troia di Ulisse ci è sempre stato insegnato come la vicenda marittima dei superstiti guerrieri itacesi alle prese con eventi climatici estremi, insuperabili prove di resistenza ai piaceri corporali e un’infilata di lotte furibonde con ammazzamenti finali. Fino a quando, dopo 10 anni di tribolazioni, gli Dei dell’Olimpo greco trovano un accordo, permettendo il ritorno in Patria e il ricongiungimento coniugale del Laerziade con Penelope.

Daniela, che ama spatinare i testi classici (la Bibbia, la Divina Commedia ecc.)  con una irriverente libertà di visione, questa volta racconta i pesanti strascichi erotici dell’Odissea, con una iniziale sentenza incontestabile: Ulisse fu un bugiardo; scorrazzando nel Mediterraneo, invece di percorrere la via più breve dall’Asia Minore a Itaca, in realtà non voleva ritirarsi a casa (ma questo è un legittimo dubbio dell’artista altamurana più che una tesi comprovata dai professori di liceo). Il callido Odisseo era un Erectus che non passava inosservato alle donne, le quali ‘non sono meno avventurose degli uomini’ (come spiega perfettamente Galimberti) e molto volentieri si fanno sconvolgere dai tipi temerari, o potenti, o che la sanno lunga. Se Omero non ha narrato balle, Ulisse ebbe, tra continui naufragi, tre importanti incontri eterosessuali con Circe, Calipso e Nausicaa. Furono sollazzi a tempo determinato, perché, come tutti gi uomini lacerati tra i desideri peccaminosi e il richiamo della casa, Ulisse dopo 7 anni di sesso con Calipso e 1 anno con Circe, cedette al bisogno di sicurezza, insomma tornò al nido condiviso con la moglie e vaffanculo ai rischi destabilizzanti delle scappatelle. Per comprendere bene quanto Ulisse fu un autentico trimone, Daniela si schiera con Calipso (e noi, pure); la ninfa, eternamente giovane e tosta senza chirurgia plastica, aveva proposto a Odisseo un rapporto duraturo, anzi eterno, nel quale lui non avrebbe più rischiato diabete, ipertensione e demenza senile da Alzheimer, oltre a conservare in ogni momento il suo vigore sessuale. La fortuna capita ai fessi!

In conclusione

Noi affermiamo, con tutti i neuroni attivi, che Daniela Baldassarra può fare solamente una cosa: superare sé stessa. Ella non ha i denti affilati di un cinghiale, piuttosto emula le ostriche che filtrano la sostanza nella quale vivono. Daniela filtra la società, e quando ha accumulato una grande varietà di argomenti si offre al nostro piacere. Le ultimissime sue accuse contro i maschi italidioti compongono un climax di impagabile divertimento: noi non sappiamo alzare l’asticella come l’eroe di Itaca, abbiamo un culo come il Molise, abbiamo diritto al libero arrapamento, ma non dobbiamo mangiare il caciocavallo di Altamura e Gravina in sua presenza, perché…

Fine delle moine. Con la sua travolgente fantasia la Baldassarra ha creato un vastissimo repertorio di pezzi per una stand-up comedy che diventa, appena messa in scena, la memoria culturale e morale del nostro vissuto.

Un consiglio? È iniziata la sua tournée, prenotate i biglietti, avrete in cambio passione, turbamento e divertimento.

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