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LO SCRIGNO DELLE TRADIZIONI: I CASONI DI CAORLE

di Elisa Testa

Le tradizioni sono le radici, le fonti della nostra storia. Sono “guide” da conoscere e scoprire. Rappresentano il passato, ma da esse ognuno di noi può dar vita a un presente migliore e a un futuro brillante.
Caorle, città marittima veneziana, è una piccola perla del Veneto. Affacciata sul Mar Adriatico, ospita diciotto chilometri di spiaggia dorata, conserva opere storiche uniche e rare.
Località di origine romana, Caorle possiede un antico porto sul fiume Livenza. Gioiello della Serenissima. Amata da Dogi e abitata da numerosi pescatori che la trasformarono in un luogo magico, riuscendo così, ad ottenere nel 2017 il novero di: Borgo storico marittimo d’Italia.

Caorle protegge e custodisce un fantastico patrimonio popolare architettonico della cultura veneta: i Casoni.
La laguna, area naturalistica protetta, è l’Eden della flora e della fauna locale.
Molti uccelli volano liberi in questo dolce mondo antico e molte varietà di piante crescono incontaminate. Cigni, germano reale, martin Pescatore, airone rosso sono alcune delle numerose specie animali che si librano in cielo. Orchidee, salicornia veneta, lino delle fate si sviluppano in queste acque abitate da molte qualità di pesci.
È un’area navigabile, sia privatamente, sia a bordo di imbarcazioni turistiche, di piccola dimensione, che permettono di visitare i casoni e ammirare canali e terre emerse.
I casoni furono costruiti dai pescatori. Erano le loro abitazioni, qui vi viveva l’intera famiglia, la quale si sostentava con il gran lavoro della pesca a reti. La vita seguiva il ritmo della luce e del buio.
Strutture salde e forti, realizzate in legno e canne palustri. Le canne venivano lasciate essiccare, poi, assemblate attentamente una alla volta con pali di legno ed argilla della laguna. La pianta originale è ellittica, con l’asse maggiore in direzione nord-sud. La base di appoggio, nei tempi passati era la terra, nei tempi odierni è il mattone. Sembrano piccole case, ma in realtà sono grandi e spaziose. All’interno, è presente un focolare in mattoni, usato per cucinare piatti prelibati. Non vi è la canna fumaria, infatti, il fumo fuoriesce naturalmente dalle canne del casone. Vi sono alcune piccole finestrelle colorate.
Quando si entra in un casone sembra di entrare in un piccolo cofanetto di storia, ci si sente trasportati in un’altra dimensione. Sembra di essere in un paradiso. Si possono odorare i profumi del legno, del pesce e sentire le onde del mare. Si può vedere la bellezza della cooperazione tra animali, piante e uomo. Ogni immobile è diverso l’uno dall’altro, essi rispecchiano il carattere del proprietario. Tramandati da generazioni in generazioni, testimoniano la determinazione di uomini e donne che hanno vissuto appieno la loro vita, lasciando un segno indelebile del loro passaggio.


La laguna viene detta “l’isola dei pescatori”; queste abitazioni sono dislocate lungo tutto il canale. Vi sono casoni di ogni tipo: piccoli o grandi, abbandonati o pieni di vita, dotati di giardino, proprietari di un approdo o di una rimessa per le imbarcazioni. Un ambiente affascinante che fa innamorare chiunque lo visiterà. Anche lo scrittore Ernest Hemingway fu ammaliato della laguna, vi soggiornò e vi dedicò una poesia.
È un’esperienza meravigliosa poter ammirare l’unione tra natura viva e architettura ecogreen.
Si apprezzerà una giornata dettata da un ritmo temporale lento, basato sulla quiete e sulla pace dell’anima.
Si può navigare la laguna contattando i proprietari di questi casoni, che permetteranno alle persone di navigare in queste acque, di osservare questi storici monumenti e poter cenare all’interno di essi. Questi monumenti sono raggiungibili anche a piedi o in bici attraverso un sentiero pedonale. Percorrendolo, si raggiunge il primo casone detto Casone originario, visitabile gratuitamente; poi si continua verso gli altri edifici. Si prosegue trovando un ponte, sospeso sulla laguna veneziana. Ci si imbatte in molti casoni dove vengono organizzate gite private su prenotazione.
Un’ attenzione particolare va dato a quello della famiglia Benatelli. Esso sprigiona fascino. All’ingresso il medaglione del leone di San Marco dà il benvenuto agli ospiti, che ammireranno un mosaico pavimentale che onora il signor Nani, il più famoso pescatore della zona.

Casone Famiglia Benatelli

Entrando ci si sente a casa, grazie all’accoglienza e alla gentilezza di Gianluigi, il figlio di Nani, ora proprietario della struttura. Un casone vivo, carico di gioia e allegria, grazie alla professionalità, alla simpatia e alla passione di Gianluigi.
Questa escursione sarà un sogno ad occhi aperti, capace di farci tornare indietro nel tempo per scoprire capolavori di un passato straordinario, dotati di un cuore pulsante e di vitalità presente.

 

 

 

 

 

 

 

 

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