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TOUR E CONCERTI ANNULLATI: LA MUSICA AI TEMPI DEL COVID

di Valentina Palermo

Distanziamento, distanziamento sempre e ovunque. La regola più difficile da seguire in tempo di Covid è forse proprio quella di mantenere le distanze. Perché in fondo indossare una mascherina e igienizzare le mani il più spesso possibile non sono azioni che ci costano poi tanto. Il problema principale, soprattutto per il popolo italico dall’animo caloroso, è proprio quello di dover evitare il contatto fisico. Allora stop ai baci, agli abbracci, e alle strette di mano. E naturalmente stop anche agli eventi in cui è impossibile non stare gomito a gomito con il proprio vicino. Quest’ultimo veto ha influito in maniera estremamente negativa su alcuni settori, come quello del turismo o degli incontri sportivi. A farne le spese anche la musica, con gli specialisti del mestiere costretti a rinunciare alla loro fonte principale di guadagno, vale a dire i concerti.

Crowds of people having fun on a music concert

Il Coronavirus si è abbattuto sul mondo musicale come un uragano portandosi via tournée, festival e spettacoli dal vivo. In alcuni casi gli show sono stati posticipati al prossimo anno, con la speranza che nel 2021 si possa tornare alla piena normalità. In altri sono stati annullati definitivamente provocando ingenti danni economici. Allora che fare? Riorganizzarsi, reinventarsi, cambiare il modo di vivere la musica. Già della primavera, periodo di pieno lockdown, gli artisti si sono cimentati in brevi esibizioni eseguite nelle proprie case e trasmesse in streaming. Finito il lockdown ci si è dovuti ingegnare per salvare il salvabile, con qualche concerto tenuto in luoghi in cui gli spettatori potessero accomodarsi su sedie opportunamente distanziate.

Un’idea ancora migliore è venuta all’entourage del cantautore inglese Sam Fender. Lo scorso 11 agosto Fender si è infatti esibito presso la Virgin Money Unity Arena di Newcastle davanti a 2500 fan sistemati su delle pedane. Ogni pedana era separata dall’altra da due metri e ospitava dalle due alle cinque persone. Distanza mantenuta e sicurezza garantita. Ancora altri escamotage sono stati adoperati per permettere lo svolgimento della cerimonia di premiazione degli MTV Video Music Awards. Domenica 30 agosto la cantante e attrice Keke Palmer ha presentato uno show in assenza di spettatori. Le performance degli artisti, da Miley Cyrus con la sua sfera stroboscopica a Lady Gaga e Ariana Grande con le loro mise super originali, si sono invece tenute all’aperto in diversi luoghi di New York. Una novità assoluta, questa, che ha reso lo storico evento di MTV a prova di Covid, ma che l’ha privato della componente fondamentale del pubblico.

Sam Fender in concerto
Lady Gaga-Ariana Grande

In quest’ultimo anno si può dunque davvero affermare che la musica sia cambiata… in ogni senso. Gli sforzi compiuti dai vari artisti e (in particolare) dai loro team sono riusciti a far restare a galla il settore, ma nulla hanno potuto fare per ciò che di più bello la musica offre: la condivisione delle emozioni. Cantare a squarciagola, ballare, saltare e piangere stringendo un amico mentre il proprio cantante preferito sta eseguendo la canzone del cuore è una delle peggiori privazioni che un amante della musica possa subire. Il Covid-19 ha stravolto le nostre abitudini e ci ha sottratto la bellezza della condivisione. Ci ha isolati, ci ha tolto il contatto fisico di cui tutti gli individui, anche i meno socievoli, hanno bisogno. Torneremo prima o poi a fare comunità. Torneremo ad abbracciarci ai concerti e dimenticheremo questo periodo fatto di ansie e timori.

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