UNA NOTTE DI 12 ANNI, regia di Álvaro Brechner

di Francesco Monteleone

Certi film hanno un’intensità ‘politica’ insolita, ti spingono alla rabbia lacrimosa, ti mettono a repentaglio in prima linea…insomma ti travolgono come un tir in corsa, mentre tu sei andato a cinema in surplace, per avanzare nella conoscenza da onesto e quieto spettatore.

E se senti il dovere morale di scrivere una recensione, non sai da dove iniziare: hai di fronte la mostruosità dei regimi militari, l’inutilità delle armi, la resistenza umana alla brutalità, la forza dell’amore di un padre, o ancor di più, quello di una madre che vede il figlio in croce.

Nel settembre 1973 in Uruguay furono catturati (e temporaneamente sconfitti) molte decine di guerriglieri ‘tupamaros’; 3 di loro, tra i più valorosi, furono catturati e spezzati in 12 anni di tormenti fisici; invece della morte in chiamata diretta pagarono i loro errori con una violentissima reclusione di 4323 giorni.

Io, lo confesso, sono stato un simpatizzante dei tupamaros e ora lo sono molto, molto di più. La cronaca dei loro supplizi è narrata impietosamente in quest’opera artistica magistrale e chi assiste in poltrona, tutta quella sofferenza se la sente addosso, ogni secondo. Maledette le armi, maledette le dittature, maledetta l’ignoranza! La Noche de 12 Años è la terribile ricostruzione cinematografica di un periodo da incubo che ha tenuto il popolo uruguaiano in balia di militari bestiali, per i quali il posto adatto sarà la caserma dell’inferno.

La storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità” scrisse Cicerone. Historia magistra vitae? Certamente non è maestra di saggezza. A beneficiare del potere sono quasi sempre i furbi, i violenti, i rinnegati. Ma anche il terrorismo e le rivoluzioni sono schemi per giocare partite solitarie, quasi sempre disastrose.

Il finale di questo film produce una commozione straordinaria e gli uomini che hanno ancora in vita una madre vorrebbero subito correre ad abbracciarla, fortissimamente, fortemente, forte forte.

(visto allo Splendor di Bari il 13 gen. 2019)

 

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