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TIK TOK SPIEGATO AGLI ADULTI. ECCO QUELLO CHE PENSANO I TEENAGER

di Carmela Moretti

“Si possono anche fare soldi se uno diventa famoso”
“Ah, quindi lo utilizzate per soldi? È questo che vi attira?”, incalzo, incuriosita.
“No, non per questo. Perché è divertente. Insomma…per farci seguire.”

Tik Tok, il social network di tendenza in questo momento, è finito sul banco degli imputati. Dopo aver scavalcato Instagram, ora spopola tra gli adulti e tra gli adolescenti, spesso attratti dall’illusione di un futuro da influencer. Alcuni recenti episodi di cronaca, però, hanno acceso i riflettori su una problematica che sicuramente è sociale prima ancora che digitale. E chiama in causa tutti.

da Il Messaggero

“Si impicca a scuola per gioco. Salvata in extremis”. Ad accendere una spia nel mio cervello è proprio la parola “gioco”. Mi pare utilizzata a sproposito nel titolo di questo articolo di un giornale nazionale, che vuole raccontare una vicenda piuttosto tremenda. In provincia di Brindisi, una bambina di 9 anni è stata trovata nel bagno della sua scuola con una corda al collo, portando avanti probabilmente quella sfida che, qualche giorno fa a Bari ha causato la morte di un suo coetaneo.  La parola “gioco” – mi chiedo – non porta con sé l’idea di letizia, di leggerezza, di ricreazione, di divertissement? Come può un gioco portare alla distruzione di sé?

Allora ne ho parlato a scuola, direttamente con un gruppo di studenti di età compresa tra 11 e 13 anni. Sono loro, i teenager, gli utenti più assidui di questi “mezzi digitali”, ma al tempo stesso ne sono anche le vittime. Ciò che è più sconcertante nei loro racconti è il riferimento alle mille insidie che si nascondono dietro un social network così apparentemente innocuo, persino stupido oserei dire. Ciò che è più rincuorante è la loro consapevolezza del rischio.

“L’aspetto più divertente di Tik Tok è che possiamo creare video brevi con effetti speciali. Possiamo ballare, creare sketch simpatici, cantare con la voce del nostro artista preferito. La nostra aspirazione massima è finire nei trend, perché se finisci lì significa che hai molti followers, che in un certo senso sei figo”.

foto tratta dal web

I volti si oscurano quando tocchiamo l’argomento “insidie”. L’entusiasmo si spegne e l’aspetto ludico del social passa in secondo piano.

“Spesso vengono lanciate delle sfide e alcune sono anche simpatiche. Per esempio, di recente ne abbiamo fatta una che consisteva nel lanciare diciotto volte col naso un aeroplanino di carta. Altre, però, sono veramente paurose, mettono una forte tensione psicologica…”
“Cosa fate quando vi imbattete in una sfida oggettivamente pericolosa?”, chiedo stupita.

“Io le ignoro, prof.”
“Io ne parlo con i miei genitori”.
“Io alla fine ho disinstallato l’applicazione” – interviene con voce tremante un’alunna – alcune cose mi facevano veramente paura e la notte dormivo male. Per esempio, ti contattano in privato per dirti ‘fai questa sfida, se no di notte veniamo a svuotare casa tua’, e altre minacce del genere”.
“Sospettate che a contattarvi siano prevalentemente adulti o sono perlopiù scherzi da parte di vostri coetanei?”
“No, sono adulti. Ci sono tanti account falsi, con fotografie di bambini. Noi lo capiamo che sono adulti, perché spesso scrivono commenti offensivi e volgari”.
La maggior parte dei ragazzi di questo gruppo confessa di aver disinstallato l’applicazione nelle ultime settimane, alcuni per scelta, altri per obbedire a un ordine dei genitori. Nel frattempo, Tik Tok sta correndo ai ripari, prendendo provvedimenti più stringenti in merito alla privacy e alla sicurezza.

Io concludo questo confronto con una provocazione: “Andate controcorrente, lanciate sfide intelligenti: inventare una poesia d’amore a rima baciata”.

Ridono. “Eh, sì, prof. Ci prenderebbero in giro…”

 

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