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“TENET”, regia di Christopher Nolan, USA, 2020 (in italiano e inglese)

di Giulio Loiacono

Un po’ come il Joker dello scorso anno – ve lo ricordate ancora il mondo pre-Covid? -, questo “Tenet” è stato avvolto dalla aurea mistica del mistero. Ma che sarà mai? Cosa vorrà dire Tenet? Di che parlerà? Di fronte alle prime immagini rubate – o meglio fornite da una Warner Bros ormai preda delle grandi major – tutti a fare: “ooooo… è arrivato il nuovo verbo di Nolan”. Cosa è questa storia che parla del tempo? Ed in tempo di Covid le slides con tanto di protagonisti con maschera ad ossigeno hanno alimentato la fremente e morbosa curiosità.

Come Joker, nato e disegnato attorno a Joaquin Phoenix, senza il quale sarebbe stato un’omerica schifezza, inutilmente e stupidamente dark, così questo Tenet del profeta di Batman si rivela, alla prova dei fatti, quello che è. Non è il nuovo Terminator – di cui riprende il concept dell’interferenza benefica nel tempo-; non è il nuovo Matrix – la cui paradossale verosimiglianza con il nostro mondo ha prodotto un vero e proprio nuovo modo di pensare, rinfocolando il mito di una vita parallela e del complotto come verità vera -, ma un godibilino action movie che va visto senza pretese di assistere ad un evento storico che ha il potere di cambiare le nostre esistenze. Il protagonista, di cui mi sfugge il nome e che proprio come il Protagonista della storia quasi sgomita per essere tale, annega in una solida mediocrità come attore e come personaggio. Il cattivo Kenneth Branagh fa il suo. Menzione particolare per la ossuta Elizabeth Debicki, sexy come non mai e come non mi sarei mai aspettato. Nolan, invece, non riesce a fare il suo. Non convince alla prova della spiegazione del principio dell’entropia, che appunto sfugge a tutti dopo quasi centottanta minuti di noia. Ma veniamo al titolo. Cosa significa Tenet? Non l’ho capito ma mi pare che nessuno abbia osservato essere un palindromo. Ossia parola che si legge da sinistra a destra e viceversa. Quindi si va avanti come indietro. Come nel tempo. Come la pretesa di uscire dalla sala avendoci capito qualcosa.

Ripeto godibile se lo si guarda con occhi superficiali. Incapibile se si vuol dare a Nolan la palma del profeta.

TENET

A bit like last year’s Joker – do you still remember the world pre-Covid? – Tenet was wrapped in the golden mysticism of mystery.  But what is the mystery?  What does Tenet mean?  What will it be about?  At the initial stolen glimpses, or better those supplied by Warner Bros., now just part of a larger enterprise, everyone wide-eyed  “Ooohhh… Nolan’s new work…”  What is this story that speaks about time?  And in this Covid era the images of protagonists wearing oxygen masks fed  eager and morbid curiosity.

Like Joker, born and designed around Joaquin Phoenix, without whom would have been a colossal heap of trash, uselessly and stupidly dark, this Tenet from the prophet of Batman reveals itself, in reality to be what it is.  It’s not the new Terminator; that deals with the concept of beneficial interference with time.  It’s not the new Matrix where the paradoxical similarity to our world produced a new way of thought about a parallel life and the conspiracy behind it but rather, a passable action flick to be watched without the pretense of a life changing historical event.

The story’s protagonist (the actor’s name escapes me) is actually named The Protagonist and virtually combats to achieve the character, but drowns in mediocrity as an actor and character.  The villain, Kenneth Branagh holds his own.  A special mention for the bony Elizabeth Debicki – sexy as ever in a way I would never have expected.  Nolan however, doesn’t get the job done.  The concept of the “principle of entropy” is poorly explained and remains unclear even after 180 minutes of boredom.  And the title.  What does Tenet mean?  I didn’t understand it and don’t know if anyone made the observation that it’s a palindrome (a word that reads the same both backward and forward).  Therefore it goes back and forth – like time – claiming to have understood something as you leave the theater.

I repeat, enjoyable if watched superficially.  Undecipherable if you’re looking to give Nolan the palm of the prophet

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