“TEL CHI FILIPPO” DI FILIPPO CACCAMO: IN SCENA A VERBANIA IL PROFESSORE SOCIAL CHE IRONIZZA SULLA SCUOLA

di Marco Zappacosta

Noi siamo giovani supplenti figli di corsi e concorsi, guerre e ricorsi’’ così recita una canzone, parodia di un brano ben più noto, realizzata da Filippo Caccamo, professore di Lettere noto sui social per i suoi video comici sul mondo della scuola, in queste settimane in tour con il suo spettacolo Tel chi Filippo.

Sabato 21 è stato il turno del Maggiore di Verbania: il teatro, pieno fino all’ultimo posto, si è trasformato in un gigantesco istituto comprensivo, composto da insegnanti dalla primaria alle superiori, personale ATA, alunni e perfino un dirigente scolastico e qualche DSGA provenienti dai numerosi istituti della provincia e dalle province limitrofe, tutti in attesa di vedere lo spettacolo del giovane collega, capace di fare ironia prendendo spunto dalle numerose stranezze e difficoltà della scuola italiana.

Lo spettacolo consiste in un one man show in cui si ride in continuazione: la pièce di Caccamo spazia dai temi di italiano, proverbialmente difficili da valutare (e anche da leggere per via di grafie talvolta poco intellegibili e spesso ricchi di elementi alquanto fantasiosi), al collegio docenti online, in cui spesso è emersa una certa difficoltà nella gestione delle tecnologie da parte di docenti poco avvezzi (a quanti sarà successo di avere il microfono acceso e non sapere di averlo?).

C’è anche spazio per qualche battuta sui collaboratori scolastici che, secondo la narrazione dell’attore, si risentono se chiamati con il più noto “bidelli’’ e si scagliano, goliardicamente, contro il malcapitato docente che così li ha chiamati.

A far ridere sono i toni, volutamente iperbolici, e la mimica, insieme alla gestione del palco di Caccamo e il fatto di vedere se stessi o qualche collega all’interno delle situazioni raccontate.

La parte più comica, però, è sicuramente il coinvolgimento degli spettatori, elemento imprevedibile che può cambiare lo svolgimento stesso dello spettacolo: il pubblico, invitato spesso a rispondere ad alcune domande e reso partecipe anche grazie alla discesa dal palco dello stesso attore, si sente una parte viva e dalle sue risposte lo show può prendere strade diverse e inaspettate.

A Verbania, infatti, ha causato una certa ironia il fatto che alcuni spettatori dovessero prendere il traghetto, elemento probabilmente non così atteso in una località lacustre. 

La straordinaria capacità di improvvisazione di Caccamo, sempre pronto con la battuta giusta, concilia tutti questi elementi facendo ridere il pubblico dall’inizio alla fine.

Tutti questi elementi contribuiscono a creare uno spettacolo unico, sempre diverso di volta in volta e che si plasma a seconda del pubblico che partecipa: è inevitabile quindi pensare, ancor prima di lasciare la sala, di tornare a rivederlo.

 

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