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“LIBRI SUL PODIO”, A CURA DI DINO CASSONE

“L’estate sta finendo e un anno se ne va” cantavano i Righeira nel tormentone del 1985. E visto come stanno andando le cose in questo 2020, speriamo che finisca prima possibile. Se è vero che durante i mesi di lockdown (quanto ci piace abusare di termini così globalizzanti) molti hanno approfittato per leggere, e se è vero che durante le ferie qualche libro in più viene sfogliato anche dai refrattari alla carta stampata “seria”, ecco che in perfetto stile Santippe avanziamo quattro proposte. E non tutte indecenti.

Cominciamo dall’immenso Andrea Camilleri e il suo ultimo libro della serie Montalbano. Riccardino (Sellerio) non è soltanto la giusta conclusione di una serie tra le più amate al mondo (anche televisivamente parlando), ma è soprattutto un capolavoro letterario, con trovate e incastri nella trama che sono una genialata assoluta. Imperdibile.

Proseguiamo con due gialli, il genere più calzante durante le torride ore sotto l’ombrellone o sotto l’albero. Il primo è targato Joël Dicker, romanziere di talento che a soli 35 anni ha già regalato al mondo almeno quattro best seller. Che invidia. L’enigma della camera 622 (La Nave di Teseo), a dispetto delle sue 640 pagine è avvincente e godibilissimo. Una trama (romanzo nel romanzo nel romanzo) impeccabile e perfetta come un orologio svizzero. Ah, dimenticavamo, è ambientato a Ginevra.

Il secondo giallo viene da casa nostra. A pubblicarlo è una piccola, dignitosissima casa editrice che ha puntato su uno scrittore che già ci aveva affascinato con la sua precedente raccolta di “giallini napoletani”. Homo Scrivens è la prima e Patrizio Fiore è il secondo, autore de Il passato presente. Una trama intricata e ben architettata che ci restituisce Napoli in tutta la sua insana bellezza.

Chiudiamo con un romanzo “per chi balla tutta la notte senza mai arrendersi alla stanchezza e per chi torna a casa per vedere le sue montagne, anche se non ci sono, anche se sono soltanto una tenue linea frastagliata all’orizzonte”. Parliamo dell’ultimo (in tutti i sensi, ahinoi) capolavoro targato Kent Haruf dal titolo La strada di casa (NN Editore). Quando la semplicità di scrittura batte la prosopopea di autori “a tutti i costi”. Buona lettura.

 

 

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