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Piccolo diario del virus/3- LA SECONDA ONDATA

di Giulio Loiacono

Tutti parlano della seconda ondata. Qui in America ovviamente si dice second wave. Ma, come in tutta questa vicenda, a regnare è il mistero. Solo la burocrazia pare avere deciso. Si deve fare la quarantena fiduciaria ed è stato stabilito che sia di 14gg. Ma che succede al 15esimo giorno? Nessuno lo sa. Perché la burocrazia, in tutta questa storia, ha deciso che, al quindicesimo giorno senza sintomi o senza finire in terapia intensiva (o ICU, come si dice sempre qui), sei o saresti negativo. Ma lo sei? Senza tampone, come lo sai? Lo presumi e te ne vai in giro, anche perché, sempre secondo la burocrazia, tanto più se sei uno che deve lavorare per sostenere “gli ozi” degli altri, altrimenti semplicemente crolla tutto, devi andare a lavorare. E zitto.

Una volta al lavoro, parlo per me, devi firmare una specie di autocertificazione che attesta la non presenza di sintomi. Ancora una volta una carta, da stivare per anni, credo due nel mio caso, che controlla la tua vita. Se poi volessi viaggiare, anche per necessità, apriti cielo! E così via… si è deciso che devi scaricare una app per il tracciamento, ma senza tampone a che serve? Se poi, semplicemente, pensi: “ma contagiato non vuol dire malato…” passi da untore. Non solo: se qualcuno più autorevole di te lo pensa è un irresponsabile che ha generato il “liberi tutti”. Anzi lo avrebbe quasi teorizzato.

Abbiamo un uomo politico, d’altro canto, che teorizza che la soluzione sarebbe quella di fare meno tamponi perché meno se ne fanno meno positivi ci sono. E così si allontanerebbe il rischio? Mi ricorda il Don Ferrante manzoniano. Il quale non era uno stupido, ma un cieco incasellatore di notizie che credeva che ci fossero mirabolanti influssi astrali nelle esistenze. Si mise a letto, chiuso in quarantena, ad aspettare che tutto passasse da sé. Morì di peste. A suo modo aveva ragione. Le cose si evolvettero. Con lui che ci andò di mezzo. Ecco sono tornati i Don Ferrante che, dalla loro vasta biblioteca, traggono spunti ma che, non sapendo in realtà nulla di preciso, si abbandonano alle più svariate teorie. Si naviga a vista.

Ecco perché non ci sarà una seconda ondata. E questo lo abbiamo deciso noi. Così come contiamo le fasi perché dovevamo ripartire. Lo sapevano tutti e lo volevano tutti. Vivremo in una prima ondata fino all’arma risolutiva, che tutti sanno cosa sarà. E poiché non sarà, come credevo fin dall’inizio di questa storia e di questo piccolo diario, l’apocalisse, ne usciremo. Ma bisognosi di chiarezza.

Che sono certo non avremo mai, almeno fino in fondo.

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