AL MATERA FILM FESTIVAL, RETROSPETTIVA SUL CINEMA DI DAVID CRONENBERG

Matera. Una città che, con il cinema, ha avuto, negli ultimi anni, un rapporto sempre più importante. Diversi grandi registi italiani e stranieri l’hanno scelta come location per i propri film. L’ultimo, proprio in questi giorni nelle sale cinematografiche, è “No time to die”, ennesima avventura dell’agente segreto più famoso al mondo, James Bond.

Dal 2020, si tiene un festival dedicato alla settima arte, il Matera Film Festival. In questi giorni si è tenuta la seconda edizione, con una retrospettiva dedicata al cinema di David Cronenberg, pioniere di una branca dell’horror fantascientifico chiamata “body horror”, perché pone l’accento sul tema delle trasformazioni fisiche. Un sottogenere in cui posso essere collocati anche altri capolavori dell’horror come “La cosa” di John Carpenter.

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David Cronenberg

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Apertura della retrospettiva su Cronenberg

Ad aprire la rassegna di Matera, uno dei suoi film più celebri, vero e proprio cult del cinema horror fantascientifico e del body horror, “La mosca”.

La mosca the fly david cronenberg
La Mosca (titolo originale, “The fly”)

Realizzato nell’86, il film narra le vicende del solitario scienziato Seth Brundle, inventore di una nuova tecnologia in grado di teletrasportare oggetti. Una scoperta che avrebbe ripercussioni notevoli nella società, rendendo inutile, come spiega lui stesso, ogni mezzo di trasporto, se solo riuscisse a farlo funzionare anche con gli esseri viventi. A documentare i suoi progressi, una giornalista, Veronica Quaife, con la quale, poi, nascerà una storia d’amore. Ma le cose non vanno per il verso giusto e, proprio quando Seth prova la sua macchina su sé stesso, convinto di aver risolto i limiti dell’intelligenza artificiale, una mosca entra nella cabina. Così il dna dello scienziato, durante il teletrasporto, si fonde con quello dell’insetto e Seth, pian piano, si trasforma in una creatura abominevole e malvagia. Una trasformazione fisica a cui si accompagna anche quella psichica.

Ospite d’eccezione della rassegna materana, lo stesso regista, di cui sono stati proiettati diversi film: “Videodrome”, “Inseparabili”, “Spider”. Compreso il bellissimo “A history of violence”, miglior rappresentante della fase noir del regista, successiva a quella del body horror.

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A History of violence

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