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LA STAMPA 3D IN SOCCORSO CONTRO L’EMERGENZA. TUFFO IN UN MONDO SCONOSCIUTO AI PIÙ

di Michele Cotugno

Stampa 3d: in questi giorni se ne sente spesso parlare. In giorni come questi, in cui chi può mette a disposizione degli altri quel che ha e quel che può fare, sono tanti coloro che, in carenza di oggetti utili a proteggersi dal rischio di contrarre il Coronavirus, hanno messo a disposizione la loro stampante 3d.

Il web pullula di siti che hanno reso scaricabili disegni in 3d di mascherine da stampare, dato che spesso sono introvabili. Qualcuno le ha anche realizzate di proprio pugno, con uno dei tanti software di modellazione grafica, mettendole a disposizione di tutti. Qualcun altro ha pensato bene di stampare valvole per respiratori, per aiutare le strutture ospedaliere che, colme di pazienti affetti dal terribile virus, non riescono ad ottenere in tempi rapidi tutto quel che serve.

Sono giorni, dunque, in cui la stampa tridimensionale è uscita dagli ambiti strettamente professionali o dalla cerchia di chi la coltiva come hobby, per diventare spesso argomento delle cronache quotidiane.

Ma cos’è la stampa 3d e come funziona? La domanda sorge spontanea a molti, dal momento che, nonostante sia una tecnologia sempre più diffusa, anche grazie all’abbassamento dei costi, una stampante 3d non è qualcosa che si può trovare in tutte le case. Esiste anche chi ne ha fatto un’attività commerciale, vendendo qualsiasi tipo di oggetto: da semplici souvenir o soprammobili a lampade, ad esempio. È possibile, grazie all’aiuto di scanner 3d, anche farsi realizzare una miniatura di sé stessi. C‘è, quindi, chi di tutto ciò ne ha fatto un mestiere.

Miniatura dell’autore del pezzo

 

Ma, nonostante questo, è per molti è ancora un mondo estraneo. Spesso, sentendo parlare di stampanti 3d, si pensa alle tradizionali stampanti, con cui ovviamente nulla hanno a che fare. Tecnologia, usi, funzionamento sono totalmente differenti. In comune hanno solamente l’appellativo “stampante”. Sembra un’ovvietà, ma non lo è così tanto.

Come tecnologia nasce nell’86, brevettata dall’ingegnere statunitense Chuck Hull, ma solo negli ultimi anni ha cominciato a diffondersi al di fuori degli ambiti strettamente professionali. Questo anche grazie alla scadenza del brevetto, che ha permesso la riduzione dei prezzi. Stampanti che offrano un buon compromesso tra qualità e prezzo si possono trovare anche a partire da 200 €, per arrivare a quelle più professionali, dai costi ben più sostenuti.

Le più comuni, quelle che più facilmente si possono trovare nelle case di chi, come chi vi scrive, stampa per hobby, utilizzano come materiale il Pla, acronimo di acido polilattico, una plastica biodegradabile e termoplastica, cioè modellabile ad alte temperature. È atossica e inodore fino ad alte temperature ed è utilizzata anche per produrre oggetti di uso quotidiano, come bicchieri di plastica.

Non esiste, però, solo il Pla. Si può utilizzare anche l’Abs, altro materiale plastico. Quelle più professionali, più industriali, possono utilizzare anche materiali metallici. Il materiale è acquistabile sottoforma di filamenti monocolore arrotolati attorno ad una bobina. Filamenti che, fusi da un estrusore ad alta temperatura, vengono poggiati su una piastra, formando pian piano l’oggetto desiderato, precedentemente scaricato da Internet in formato stl o disegnato tramite software di modellazione o scultura tridimensionale.

È possibile stampare di tutto, anche oggetti che vanno oltre le dimensioni di stampa massime consentite dalla macchina. È, infatti, possibile dividere l’oggetto in più parti da assemblare successivamente. Ed è possibile, finita la stampa, anche dipingere l’oggetto. Basta girare sul web o sui vari social network per vedere vari usi che si fanno della stampa 3d. C’è chi stampa oggetti di uso quotidiano – giusto per fare un paio di esempio, un portachiavi o un sostegno per cellulare da utilizzare sulla propria scrivania; chi stampa una statuetta del proprio personaggio preferito; chi stampa pezzi di ricambio e tanto altro.

È un hobby costoso? Non necessariamente. Se si vuole solo stampare, i prezzi delle stampanti 3d sono oggi calati tanto e in rete si trovano, a pagamento o gratuitamente, file da scaricare e stampare. Se si volesse, invece, disegnare quel che poi si stampa (che è molto più gratificante), i costi salgono inevitabilmente. Non necessariamente a livelli esagerati. Certo, è necessario un computer che sia in grado di supportare i software da utilizzare, che non sono leggerissimi e richiedono potenza di calcolo. E il prezzo dei software è spesso esorbitante, esageratamente elevato, anche se esistono alternative più sostenibili, come i software open source che non hanno nulla da invidiare ai fratelli meno economici.

È il caso, ad esempio, di Blender, programma di modellazione completamente gratuito, utilizzato per svariati scopi: modellazione, render fotorealistici, animazione, scultura digitale, creazione di oggetti per film o videogiochi e, ovviamente, stampa tridimensionale. Oltre all’assenza di prezzo, ha anche un altro vantaggio: una vastissima community italiana e liberamente consultabile da chiunque voglia imparare le sue tantissime funzionalità.

Su Youtube, Facebook o sui forum dedicati all’argomento si trovano tanti tutorial, ma se questi non dovessero essere sufficienti, basta chiedere aiuto agli altri appassionati che popolano pagine Facebook e siti web.

 

 

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