“IL TRADITORE”, regia di Marco Bellocchio, Italia, 2019

di Giulio Loiacono

Ogni tanto mi ricapita di “spolverare i vecchi scaffali” pieni di cinematografia, nemmeno poi tanto risalente, e mi sono imbattuto in un film di Bellocchio sulla figura e la vita di Tommaso “ Masino” Buscetta, interpretato da Favino.
Beh, sulla bravura di Favino ci sono pochi dubbi: lui è davvero il nostro Stanislavsky, il Fregoli che può incarnare chiunque ma sempre con una qualità ed una credibilità vicina all’assoluto.
Parlare dei film di mafia è difficile perché si cade in una tentazione capitale: quella, vuoi o non vuoi, di simpatizzare col criminale.
Perché su una cosa Buscetta, nel film, è chiaro: è un delinquente, un assassino, “ un vero uomo d’onore”.
Se si pente, è perché la onorata società non è quella sua; non c’è-o almeno non solo-“il pentimento”, quello che dà lavacri morali, quello che offre salvezza. Non mi posso spingere a valutare le intenzioni profonde di quello che è stato un criminale efferato. Non mi compete e non mi interessa.
Masino non vuole salvarsi, vuol semplicemente buttare a mare la mafiata di Totò u’Curtu. Lui ha tradito trafficando in stupefacenti; lui ha ucciso donne e scannato bambini, torturato e mutilato, quasi per gioco, innocenti e parenti e parenti dei parenti “ sino alla ventesima generazione”; lui ha attaccato “ i giudici ed i carabinieri”; lui ha distrutto “ la reputazione” di Cosa Nostra, non della Mafia “ una invenzione dei giornalisti”, come dice don Masino.
Riina ha rovinato la “Cosa”che non era più di Masino e dei Bontade, dei capi di una volta ed alla domanda di Falcone:” ma lei, Buscetta, poteva diventare un Capo, ma perché non lo è stato?”. E di rimando: “Perché ad essere capi, si deve vivere rinchiusi. Prenda Riina, guadagna miliardi ma vive nascosto e non può goderseli, non può vivere. I capi non vivono!”
E Masino voleva vivere e morire nel suo letto. In qualche modo ce la ha fatta.
Avrò ceduto alla compassione del criminale? Spero di no. Ardentemente. Se lo ho fatto, perdonatemi. Sono pentito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.