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IL DITTATORE (THE DICTATOR), di Larry Charles, 2012

di Francesco Monteleone

La comicità serve a qualcosa solamente se riesce a farci riflettere seriamente su qualcosa, altrimenti è una distrazione superficiale, chiassosa e temporanea. Il liquame ideologico di Sacha Baron Cohen ammorba l’aria di tutti i cinema nei quali viene proiettato, perché né produce pensieri, né diverte.

Sacha Baron Cohen è un mitomane convinto di svelare la Verità, solo perché ripete a voce alta le più disgustose volgarità che si sentono pronunciare nei peggiori angoli di mondo. Qualcuno dovrebbe spiegargli che l’ironia, il paradosso, le allusioni, ecc. sono tecniche di pensiero raffinato e ‘indispensabili’, per un autore satirico. Se è vero che Sacha si è laureato a Oxford, dovrebbero ristrutturare quell’Università che ha creato un mostro simile. Questo film è ispirato a un romanzo best seller di Saddam Hussein “Zabibah and The King”, un libro che sarebbe più utile per incartare le cozze. Proviamo a raccapezzarci. Il generale ammiraglio Aladeen, dittatore dello stato canaglia nordafricano di Wadiya nasce con la barba, sostituisce il suo nome a molte parole del vocabolario creando un’anarchia semantica, ha la fissazione nazista di attaccare Israele, si nasconde dietro un sosia e compra il sesso di quasi tutte le regine dello spettacolo internazionale. (Megan Fox, Lindsay Lohan, Halle Berry e Ophrah Winfrey che sono espressamente citate nel film dovrebbero denunziarlo per calunnia o diffamazione)

Un personaggio più stupido di Aladeen non s’era mai visto a cinema. Portatore infetto dei peggiori luoghi comuni e di un’inconsapevole ignoranza (ficcando il dito in culo a una donna incinta dice di averle toccato la ‘prostata’) questo prototipo di parassita andrebbe chiuso in una camera piena di DDT e lasciato a meditare sul senso della vita.

“Cloney è gay e me lo ciuccerebbe”, “Chiunque non è nato in America è arabo” ecc. dovrebbero essere intuizioni comiche? Insegnare i pompini a una ecologista ebrea, imparare l’autoerotismo dopo un’intera vita pornografica, buttare le figlie nate femmine, chiedersi cosa sono i diritti civili, suggerire l’uso di un deodorante organico per ‘gassare i curdi’, far dire alla propria moglie ‘Sono incinta. Avrai un uomo o un aborto’ vi sembra un modo per dimostrare arguzia? Leggiamo che alcuni critici trovano questa merda di film piena di riferimenti cinematografici, irriverente per i benpensanti ecc. Con i soldi del biglietto compratevi un gelato fresco e state all’aria aperta. Non ingrassate i porci. Baron Cohen è convinto di essere un dritto e pretende che solamente il suo culo sia intoccabile (guardate attentamente i titoli di coda).  La democrazia si difende con la cultura, non in questo modo.

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