“GIOVANI E RIBELLI”, RIPRENDONO IN PRESENZA LE ATTIVITÀ DELL’ANPI DI LUGO IN NOME DELL’ANTIFASCISMO

di Carmela Moretti

Con un sapiente mélange di musica, immagini e parole, l’Anpi di Lugo ha ripreso le sue attività in presenza per testimoniare l’importanza dell’antifascismo, dopo un periodo di sospensione forzata di quasi due anni a causa della pandemia.

Quello della Resistenza è stato, ed è ancora oggi, un capitolo della storia molto vissuto e sentito nella Bassa Romagna. A dimostrarlo è stata proprio la grande partecipazione di pubblico all’evento “Giovani e ribelli”, che si è tenuto lunedì 6 settembre in un posto molto suggestivo e rappresentativo della città: il Chiostro della Chiesa del Carmine, che in estate diventa un’arena sotto le stelle e ospita alcune tra le manifestazioni più importanti di Lugo.

Ad aprire la serata sono stati Ebe Valmori e Ivano Artioli, rispettivamente Presidente Anpi di Lugo e Presidente provinciale dell’Anpi, i quali hanno ricordato come “il sentimento di solidarietà che nacque durante la Resistenza appartiene alla nostra terra in modo molto forte ed ora l’impegno è trasmetterlo alle nuove generazioni”.

Hanno riecheggiato nell’aria le note e le parole di alcuni tra i pochissimi canti partigiani a noi rimasti, eseguiti in maniera intensa dalla voce di Luca Balbi, accompagnato da Nicola Nieddu al violino e da Francesco Cimatti alla chitarra. Tra questi, “I ribelli della montagna”, tra i pochi canti originali del tempo di cui sia rimasta traccia, e “Oltre il ponte”, un testo scritto da Italo Calvino nel 1958 e musicato da Sergio Liberovici.

Giuseppe Masetti, Gianni Parmiani e Alessandra Morici hanno interpretato stralci di racconti e testimonianze di scrittori e partigiani. Toccante l’omaggio a Ida Camanzi, la staffetta di Sant’Agata sul Santerno conosciuta con il nome di Ilonka, che a soli diciott’anni operò in tutta la Romagna in nome di un imprescindibile ideale di libertà.

Ida Camanzi, conosciuta con il nome Ilonka

Scegliere, combattere e giudicare sono stati i tre verbi che hanno fatto da fil rouge all’intera serata, organizzata in collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Ravenna.

E alla fine, forte e chiaro è stato il messaggio lasciato ai partecipanti come spunto su cui riflettere: il fascismo non è un partito, ma è un modo di pensare e purtroppo esiste ancora, seppur in forme e modalità diverse. Finché esistono discriminazioni e disuguaglianze, lottare per i diritti e per la libertà è un impegno necessario, a cui tutti siamo chiamati.

 

 

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