EDOARDO LEO: “IL MIO NON È SOLO UN DOCUMENTARIO SU GIGI PROIETTI. È UN ATTO D’AMORE VERSO IL PIÙ GRANDE UOMO DI SPETTACOLO ITALIANO”

«L’incontro con Gigi Proietti è stata una delle cose che mi hanno segnato di più nella mia vita, dal punto di vista umano e artistico. Io non parlo spesso e volentieri della mia vita privata, ma c’è qualcosa di personale in questo documentario. Non racconto solamente il più grande uomo di spettacolo italiano. È una specie di atto d’amore nei suoi confronti, un sentimento di riconoscenza, di ammirazione».

Sono le parole con cui l’attore e regista Edoardo Leo ha presentato il suo docufilm “Luigi Proietti detto Gigi”, durante la tappa di Trani del suo tour. Nell’incantevole terrazza di Corte Santorsola di Palazzo delle Arti Beltrani (un evento a sostegno dell’AIRC Puglia), Leo ha raccontato il suo rapporto con Gigi Proietti e la genesi del film. Ha raccontato di quell’intervista che non immaginava sarebbe stata l’ultima, di quei dieci minuti di girato mostrati all’artista con grande ansia, in quella che può essere considerata casa sua: il Globe Theatre di Roma, oggi dedicato proprio a lui, che è stato direttore artistico dall’anno della fondazione dell’edificio (2003) alla sua morte (2020).

Edoardo Leo Gigi Proietti

L’EREDITÀ DI PROIETTI

Leo ha filmato Proietti per diversi anni durante i suoi tour, durante le prove degli spettacoli e nei camerini e ha realizzato anche un’intervista con l’artista, l’ultima: «Quando gli ho fatto vedere i primi dieci minuti, ero molto preoccupato. Lui, invece, fu molto gentile e mi incitò ad andare davanti. Avrei voluto proseguire insieme a lui, ma purtroppo è mancato. Quei dieci minuti sono uno dei momenti che custodisco più gelosamente della mia vita» ha aggiunto Leo, ricordando l’eredità lasciata dall’artista: «Per intere generazioni di attori è stato il massimo del professionismo. Ci ha insegnato che si poteva coniugare disciplina, dedizione e divertimento. Ci ha insegnato ci si poteva divertire, ma per farlo era necessaria una disciplina incredibile. Quella stessa disciplina che applicava quando dirigeva o recitava e che gli ha permesso di fare sia film comici che importantissime opere liriche. Ci ha lasciato un’eredità incredibile, una grande eredità culturale».

L’omaggio commosso di Leo è terminato proprio sottolineando questo grande lascito culturale: «Fare cultura non è solo divulgare testi, ma è donare e costruire luoghi per fare cultura. Ed è quello che ha fatto Proietti. Ci ha lasciato dei teatri e li ha dati alla città di Roma. Lo ha fatto prima con il teatro Brancaccio e poi con il Globe Theatre all’interno di Villa Borghese. Il Globe Theatre prima di lui non esisteva ed è nato da una consapevolezza in cui Gigi credeva fortemente: il teatro di Shakespeare è un teatro popolare. E, infatti, oggi è pieno di ragazzi che vanno lì per studiare e per assistere alle opere di Shakespeare».

gigi Proietti Edoardo Leo
Edoardo Leo presenta il suo docufilm

IL DOCUFILM

Vincitore del Premio Speciale ai Nastri d’Argento 2022, “Luigi Proietti detto Gigi” è un viaggio ideale. Un viaggio in cui si accompagna lo spettatore attraverso la vita di un talento tutto italiano. Attraverso la lunga carriera di un artista che ha segnato un cambio di passo nel mondo del teatro e del cinema. Dagli esordi difficili al successo di “A me gli occhi, please“, da “Febbre da cavallo” al Pinocchio di Matteo Garrone. Un racconto a cui si aggiunge un aspetto più intimo, grazie alle testimonianze di parenti e amici. Leo, dopo aver scandagliato la sua carriera, ha infatti intervistato le persone più care a Proietti: famiglia, amici e colleghi che hanno avuto l’onore di lavorare con lui. Artisti del calibro di Renzo Arbore, Fiorello, Loretta Goggi, Paola Cortellesi, Alessandro Gassmann, Marco Giallini e tanti altri.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.