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CHE TENERO QUESTO “LAST CHRISTMAS”!

Regia di Paul Feig. Un film con Emilia Clarke, Henry Golding, Michelle Yeoh, Emma Thompson, Lydia Leonard, Gran Bretagna, 2019.

di Carmela Moretti

C’è il brano che da 35 anni accompagna immancabilmente i nostri Natali, rendendoli più dolci: “Last Christmas” di George Michael. C’è Londra, con i suoi vicoli, il suo sbrilluccichio festivo, le decorazioni al limite del kitsch. E poi, in più, c’è tanto altro: l’amore, la difficoltà di certi rapporti familiari, la malattia, la rinascita, uno sguardo ai dimenticati che vivono ai margini della società.


“Last Christmas”, in questi giorni al cinema, è una tenera commedia natalizia. All’inizio sembra soltanto ricalcare i cliché tipici del genere: una lei con una vita incasinata incontra un lui e si innamorano, il tutto con le lucine di Natale come sfondo. Invece, da un certo punto in poi la storia prende un’altra traiettoria: il regista ci afferra la mano, ci porta a scavare più in profondità e lo fa con un paio di colpi di scena efficaci.

Katarina, una giovane donna di origini croate, lavora come elfo in un negozio di oggetti natalizi. Nutre, però, il sogno di diventare una cantante. Sopravvissuta a una malattia al cuore, Kate è un disastro: spreca la sua vita tra audizioni, cibo spazzatura, incomprensioni con la madre. Poi, un giorno, incontra Tom, un ragazzo che la comprenderà e le insegnerà con semplicità un valore etico importante: prima di amare gli altri, occorre amare e rispettare se stessi. Con un colpo di scena, Tom si rivelerà altro rispetto a ciò che Kate aveva pensato per tutto il tempo (e con lei anche tutti gli spettatori), ma ormai la lezione è stata appresa e i tasselli della vita della giovane donna si andranno a collocare al posto giusto, componendo un mosaico di felicità.


“Last Christmas” piace perché è un mix di generi: è una commedia, un film sentimentale, una storia morale. Piace perché riporta, con autenticità e senza grandi discorsi, l’attenzione sul vero senso della vita: godere appieno di quello che si ha, aiutandosi reciprocamente.
A tal proposito, delicata e profonda è la scena finale in cui la protagonista canta accompagnata da una band di senzatetto, mentre in sala il pubblico danza sulle note di “Last Christmas”: è l’umanità che si stringe attorno al concetto del Natale, senza distinzioni di razza o di ceto sociale.

Per tutti questi motivi, dalla sala si esce profondamente commossi, ma anche con una sensazione di infinita dolcezza nel cuore.

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