A SPASSO TRA LE ANTICHE CAPITALI IMPERIALI GIAPPONESI NARA E KYOTO

di Michele Cotugno

Se Tokyo è una città che, se pure ha tante tracce di storia, è indubbiamente più moderna, per calarsi nella vera storia dell’Impero del Sole Rosso è d’obbligo farsi un giro tra le antiche capitali imperiali. Già, perché Tokyo è capitale solo dal 1868, quando con il Rinnovamento Meiji il potere tornò nelle mani dell’Imperatore, dopo circa sette secoli di dominio degli shogun.

Ma prima di allora il governo nipponico ha avuto sede in diverse città. Le ultime due capitali, prima dell’attuale, sono state Nara, per un breve periodo (710-794) e Kyoto (794-1868).

Nara, dichiarata nel ’98 patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si trova a sud dell’isola di Honshu, la più grande dell’arcipelago giapponese, che ospita anche Tokyo. A testimonianza di quello che un tempo era il centro amministrativo del Giappone, s’erge tuttora l’antico Palazzo Imperiale, il Palazzo Heijo.

Palazzo Heijo

Con i suoi numerosi templi, è un’importante meta per il buddhismo giapponese. Sin dai primi anni del 700 d.C., quando fu iniziata la sua costruzione, gli imperatori, di fede buddhista, ordinarono diversi luoghi di culto dedicati al profeta. Tra essi il più importante è il Todai-Ji, il Grande Tempio Orientale, l’edificio in legno più grande al mondo che ospita all’interno la grande statua del Buddha, alta 14 metri, affiancata ai due lati da due statue della dea Kannon, divinità buddhista. Nella stessa sala, due guardiani Nio del dodicesimo secolo proteggono il tempio.

Todai-ji
Statua di Buddha nel Todai-ji
Dea Kannon
Guardiano Nio

Particolarità della città è la presenza di tantissimi cervi che camminano liberi per le strade. Messaggeri divini per lo shintoismo, un tempo la loro uccisione era punita con la pena capitale. Oggi, persa l’aura divina, sono comunque protetti in quanto Tesoro Nazionale e rispettati da turisti e abitanti, tanto che si avvicinano volontariamente alle persone per chiedere cibo. E, ovviamente, non mancano chioschetti che vendono snack da dare in pasto ai simpatici animali.

Cervi nel parco di Nara

Se ci si vuole poi concedere un po’ di relax, si può poi visitare il Parco di Nara, grande area verde importante anche per l’aspetto spirituale. Sono infatti presenti diversi templi ed è disseminata da oltre mille lanterne in pietra che conducono al grande Santuario Kasuga.

Lanterne
Santuario Kasuga

Ancora più bella e più importante, tuttavia, è la città di Kyoto, un vero e proprio gioiello a pochi chilometri da Nara e, come quest’ultima, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Capitale per oltre mille anni, il suo centro storico ha preservato i tratti più caratteristici dell’antica città, con le tradizionali case in legno.

Non lontano dalla zona maggiormente frequentata dai ragazzi, c’è il quartiere Gion, noto come il quartiere delle geisha, le celebri intrattenitrici giapponesi. Tra le abitazioni tradizionali e le ochaya, le famose sale da thè, queste donne dal volto dipinto di bianco e vestite in modo tradizionale si incrociano di frequente, soprattutto nei pressi di locali frequentati da ricchi avventori.

Nota come la città dei mille templi, Kyoto è un grande museo all’aperto della storia nipponica, famoso anche per la presenza di numerosi edifici religiosi circondati da vastissime aree verdi, importanti nella religione locale perchè favoriscono la meditazione, e molto frequentate dalle famiglie. Questi giardini sono molto curati dal punto di vista estetico, fornendo al visitatore un meritato relax tra i colori della natura.

Tra i templi più importanti il Kinkaku-Ji, meglio noto come Padiglione d’oro, per il rivestimento delle pareti esterne fatto con il prezioso metallo. È importante per i buddhisti perchè conserva reliquie del Buddha. Un monumento d’oro circondato dal verde e da uno stagno al cui interno emergono isolotti con pietre che raccontano la storia della creazione secondo il buddhismo.

Kinkaku-Ji, meglio noto come Padiglione d’orokiy

Situato su un’altura che regala uno splendido panorama è poi il Kiyomuzu-dera, altro imponente tempio buddhista. Svetta tra la vegetazione e si poggia su un complesso sistema di travi di legno costruito su una collina.

Kiyomizu-dera

Da visitare anche il castello Nijo, costruito nel XVII secolo e antica residenza degli shogun. Un tuffo nella storia feudale del paese, in cui è possibile ammirare diverse caratteristiche dell’arte nipponica. Dai fregi ispirati all’arte cinese dell’entrata del Palazzo Ninomaru ai pannelli decorati dagli artisti dell’antica scuola Kano, che ritraggono scene di animali, prevalentemente tigri, pantere e oche selvatiche tra i boschi di bambù. Alcuni manichini posti nelle stanze del castello raffigurano scene di vita dell’epoca: dai signori feudali (daimyo) che omaggiano lo shogun alle geisha che intrattengono quest’ultimo.

Portale d’ingresso del Palazzo Ninomaru
Interni del castello Nijo

 

Palazzo Ninomaru

Non molto distante dal castello è il Palazzo Imperiale, con i suoi ampi giardini, purtroppo visitabile solamente prenotando con largo anticipo, dato l’enorme afflusso di turisti.L’importanza storica del paese la preservò anche dal bombardamento atomico del ‘45. Kyoto era, infatti, tra le candidate alla distruzione nucleare. Ma gli statunitensi, riconoscendone l’importanza culturale, ebbero pietà per quelle tracce di storia. Ma solo per quelle, non certo per le persone!

Hiroshima e Nagasaki non ebbero la stessa felice sorte.

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