A SPASSO TRA ALCUNI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA. SOAVE E MARRADI

di Carmela Moretti

Sono come oggetti d’arte di valore inestimabile, incastonati in scenari privilegiati. Stanno lì, con una bellezza discreta, a raccontarci pezzi gloriosi della storia nostrana: battaglie, dominazioni e contese. Sono i borghi d’Italia, che hanno vissuto negli ultimi tempi e a giusta ragione uno straordinario processo di rivalorizzazione, tanto da divenire meta preferita per i turisti più sopraffini.

Oggi vi portiamo tra Veneto e Toscana-Romagna, per presentarvene due ugualmente affascinanti.

SOAVE

Soave porta nel nome la stessa dolcezza che si prova nell’ammirarlo. La leggenda racconta che a chiamarlo così fu nientemeno che Dante Alighieri, un giorno in cui fu ospite a un banchetto presso la signoria che qui vi dominava.

Il borgo sorge in provincia di Verona ai piedi dei Monti Lessini. È circondato da mura merlate che risalgono al 1369 e che si sono conservate ottimamente nel tempo. Sul territorio troneggia il Castello Scaligero, una costruzione medievale con funzione militare, che può essere visitato. Tra Duecento e Trecento su questo centro dominò una delle signorie più ricche e potenti del periodo, come ricorda un’iscrizione posta all’ingresso di una delle torri che girano attorno al centro storico. Parliamo dei Della Scala di Verona, una dinastia che lo stesso Dante ebbe modo di esaltare nel Paradiso, attraverso la figura “illuminata” di Cangrande.

Il borgo è abbracciato tutt’intorno da colline vitate, che per prime, nel 2012, sono entrate a far parte del Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali. In questo paesaggio di rara bellezza si produce il Soave doc, un bianco fermo, secco, dal sapore intenso e armonico, tra i vini più amati e apprezzati in Italia e all’estero. Sebbene si presti a essere visitato in ogni periodo dell’anno, Soave dà il meglio di sé proprio nel periodo della vendemmia, quando vengono organizzate sagre e feste. Da non dimenticare i bigoli, una pasta tipica della cucina veneta: ci sono trattorie che li preparano in porzioni abbondanti e con condimenti per tutti i gusti.

MARRADI

Dal Veneto ci spostiamo nel centro-Italia, in una zona altrettanto ricca di bellezze.

Nella città metropolitana di Firenze, ma sul versante romagnolo dell’Appennino tosco-emiliano, sorge Marradi, un borgo di 3000 abitanti, affacciato sul fiume Lamone. La sua posizione centrale, tra Firenze e Ravenna, lo rende una meta frequentata in ogni stagione dell’anno, per passeggiate ed escursioni all’insegna del relax e del buon cibo.

A Marradi è nato e vissuto il poeta più fuggitivo e inquieto del nostro ‘900, Dino Campana. Nelle sue poesie e nelle sue lettere non sono rari i riferimenti al paese natio: alle sue “foreste vergini”, alle montagne, alle “sere fumose d’estate”. Nella sede del Centro Culturale a lui dedicato, si trova il Centro Studi Campaniani, un punto di riferimento fondamentale per gli studiosi di tutto il mondo.

Tra piazze, chiese e palazzi signorili, si arriva a quello che può essere considerato il gioiello di Marradi. È il settecentesco Teatro degli Animosi, fatto costruire dall’Accademia degli Animosi, fondata dai rappresentanti delle famiglie aristocratiche locali. Da allora, il teatro non ha mai smesso di essere il fulcro dell’attività culturale e ricreativa del borgo, con lavori teatrali, balli, conferenze, seminari. Una locandina ricorda l’ultimo spettacolo messo in scena prima del lockdown: “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta.

A Marradi si può arrivare attraverso il panoramico trenino della ferrovia Faentina. Ogni anno, nel mese di ottobre, viene organizzata la famosa Sagra delle Castagne, dove poter assaggiare le caldarroste e altri prodotti a base di marroni di Marradi.

Il tutto, deve essere necessariamente accompagnato da un bicchiere rosso rubino di Cagnina di Romagna e dai quei balli romagnoli, che hanno fatto la storia della musica popolare italiana.

Viva la felicità!

(foto inedite)

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