VIZI E VIRTÙ DEL MAESTRO CAMILLERI

di Carmela Moretti

Al Festival del cinema di Bari del 2014, il maestro Andrea Camilleri portò l’allegria.

Arrivò traballante all’hotel Oriente – dove lui avrebbe alloggiato e dove io lavoravo come hostess per conto del festival – con una carovana di persone: la moglie Rosetta, i figli, alcuni nipoti, persino una piccolissima bisnipote.

Sembravano davvero una famiglia del sud, numerosa, confusionaria, vera, spensierata.


Con sua moglie Rosetta – anche lei altrettanto avanti con l’età – si sostenevano a vicenda fisicamente e di sicuro anche moralmente: si appoggiavano l’uno all’altra per avanzare di qualche metro, quasi fossero uno il bastone dell’altra e viceversa.

Come non pensare, contemplandoli, a quei versi sublimi di Montale: “Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale… perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue”. D’altra parte, lo stesso Camilleri non aveva mai fatto mistero di vederci persino meglio con la cecità. Ammetteva con straordinaria semplicità di vedere i colori brillanti dei sogni, di riuscire ad entrare con tutto se stesso nella realtà vera, che non è mai quella che si vede.

Negli intervalli, il maestro ordinava una Nastro Azzurro, anche la mattina subito dopo colazione. E più volte ci chiedeva -sempre con somma gentilezza – di accompagnarlo fuori a fumare e di aiutarlo a spegnere la sigaretta nel posacenere.

Ed era in quei momenti che si lasciava andare a racconti meravigliosi di cinema, letteratura e attualità, accogliendo i numerosi fan con straordinaria disponibilità. Non potendo apporre il suo autografo sui libri, si concedeva senza riserva per qualche fotografia.

Tanti sono i ricordi, dunque, che quanti hanno avuto l’onore di conoscere l’amatissimo autore di Montalbano si porteranno dietro: l’umiltà, l’amore per la famiglia, la disponibilità al confronto, la gentilezza d’altri tempi.

E soprattutto, il suo pensiero sopraffino, la profondità di analisi, gli insegnamenti di vita e di cultura che il tempo non riuscirà mai a sbiadire.
Grazie, Maestro.

Bari lezione di cinema al Bifest con Pif e Camilleri – Bari lezione di cinema per il Bifest con Pif e Camilleri – fotografo: ARCIERI

 

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