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VIRGIN RIVER, produzione Netflix, 2019. La quarantena ha il colore rosa

di Carmela Moretti

L’isolamento forzato a causa del Covid ci ha fatto riscoprire l’importanza di vivere momenti o rituali rassicuranti. Abbiamo bisogno di provare le stesse ricette, di rileggere i libri che ci hanno accompagnato finora, di sentire gli amici di sempre. Non vogliamo troppe novità o altri scossoni, d’altronde non potremmo reggere il colpo, preferiamo cose semplici e graziose.

Quale migliore occasione, allora, per guardare la serie Netflix “Virgin River”? Non passerà certamente alla storia come una delle migliori serie tv, ma soprattutto per le donne è proprio quello che ci vuole per trascorrere una serata in tranquillità, mentre si sgranocchiano patatine sul divano, asciugandosi qualche lacrima senza farsi vedere da familiari o coinquilini.

La storia procede in maniera lineare, è abbastanza prevedibile sin dall’inizio, presenta un po’ di suspense qua e là (non troppa, perché non possiamo fare un’indigestione di ansia in questo periodo), fa commuovere al punto giusto, è sentimentale, è rosa (che belli i colori, quando in generale tutto sembra nero!), non richiede uno sforzo di concentrazione.
Già, proprio quello che ci vuole per credere con ancor più persuasione che tutto andrà bene.

La serie è tratta dai romanzi rosa della statunitense Robyn Carr, che hanno venduto oltre 13 milioni di copie.
La protagonista è Mel Monroe (Alexandra Breckenridge), un’infermiera che ha alle spalle un passato di dolore e ha urgente bisogno di cambiare vita. Si trasferisce da Los Angeles in un paesino apparentemente squallido a nord della California, ma che ben presto si rivelerà ameno, grazie a un fiume che scorre placido, tramonti mozzafiato e a una carrellata di abitanti strambi, ma teneri e umani. Qui conoscerà Jack (Martin Henderson), anch’egli con un passato durissimo, si frequenteranno, si scopriranno simili e…

Purtroppo, proprio quando Mel comincia a far pace con sé stessa e a ricominciare, qualcosa accade a scombinarle di nuovo l’esistenza e i dieci episodi della prima stagione non dissetano la nostra curiosità. Ci lasciano a bocca asciutta e ci traghettano verso la seconda stagione, che a quanto pare non tarderà ad arrivare.

In fondo, è questo il bello delle serie tv. Farci restare in sospeso e affezionati alle storie dei personaggi, come se fossero nostri amici fidati.

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