VICE-L’UOMO NELL’OMBRA, DI ADAM MCKAY, USA 2018

di Giulio Loiacono

Gli americani -un po’ come tutti noi, ma forse noi solo di recente- si dilettano, e ne sono maestri, quasi fin da piccoli, nei giuochi di parole.

Sarà perché la loro lingua, già povera di per se stessa di strutture rigide grammaticali quanto estremamente mobili e piegabili al loro pragmatismo, si presta volentieri e si adagia a questo, sia perché sono loro stessi a possedere un unico talento di ironizzare con grande facilità e sono tutti un po’ figli di George Bernard Shaw.

Sarà quel che sarà, ma nel doppio senso della parola Vice, che sta per vice quanto per vizio, si riassume efficacemente questa pellicola, che, lo dico subito, se uno si perde non commette mica il delitto di lesa celluloide. Al suo cospetto W., il film incentrato sulla vita di Bush jr, diviene opera interessante che, se uno vede questo Vice, deve vedere, rivedere e riscoprire quasi riscontrandone i germi del proto-capolavoro.

“Vice, L’ uomo nell’ombra” rimane, tuttavia, lontanissimo dalle operazioni alla Michael Moore (che qua si pronuncia con la o allungata piuttosto che con la u italiana), che almeno possiedono lo spirito di denuncia e la struttura di docu-film con l’uso abbondante ma efficace del flashback. Qui se ne fa uso ed abuso, ma la denuncia è stanca e priva di quel pathos da militante mooriano.

Quel che ne vien fuori è poco, poco, poco. Se non un enorme Christian Bale, che non è più il lugubre fumettone/pipistrellone dell’inizio carriera, ma un altro grande talento cui Hollywood può attingere per operazioni compiute.

Inoltre, vi è una discreta Amy Adams, sempre un po’ dalla espressione attonita, che le è propria, che io ho amato alla follia come Amelia Earhart di una Notte al Museo, che mi ha lasciato un po’ così in Amimali Notturni, film che mi ha destato perplessità e che si era persa anche lei nei meandri del fumettone DC e nel disastro della rinascita cinematografica di Superman.

Qui, però, ritrova solidità aiutata dalla storia. Film dagli obiettivi alti e dalle realizzazioni modeste.

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