scritto da filosofi, seminando incertezze

Adsense

L’onanismo di Taenia Solium

Postato da il 2 gen 2012 in Simposio | o commenti

di Anthea Vulpio

Qui si narra della vita segreta di Taenia Solium, leggendario parassita umano infestatore d’intestini, violatore viscerale dell’intimità individuale e perciò protagonista delle storie di paese più incredibili  e grottesche che esaltano le orrifiche gesta del temuto e scongiurato…verme solitario!

La descrizione del suo habitus precederà quella della sua condizione esistenziale, non scevra di imbarazzanti somiglianze con quella di noi umani. Si perdoni dunque, la frequente associazione di comportamenti tipicamente umani a Taenia, che sola e pallida si trascina per gli umidi e intricati condotti intestinali, raccogliendo ciò che trova e trastullandosi come può…

Taenia Solium è un verme piatto appartenente alla classe dei Cestodi, costituito da una testa dotata di uncini e ventose per aderire alla mucosa intestinale, e da un collo da cui originano numerosi segmenti, detti “proglottidi”, che vanno a costituire il corpo, lungo fino a 8 metri. Non ha un sistema nervoso, dunque non pensa, non ha un apparato digerente dunque non mangia, ma assorbe nutrimento attraverso la pelle, privando noi del cibo appena digerito. Tuttavia la sua funzione più sviluppata è la produzione di uova da rilasciare fuori dall’ano (il nostro) per perpetuare la specie con altre infestazioni. Come fa a produrre uova se è un verme solitario? Ebbene signori, sì, Taenia è ermafrodita! Ha entrambi gli apparati genitali in ciascuna proglottide, e si autofeconda sia all’interno dello stesso segmento, che tra segmenti diversi ripiegandosi su se stesso, avvinghiandosi con passione al suo stesso corpo, con strusciamenti e contatti a dir poco eccitanti. Considerando che le proglottidi possono essere anche 1000, a lei 69 posizioni non bastano per soddisfare la fantasia erotica! Potremmo dire che Taenia non solo è un parassita, ma se la spassa anche in frequenti, varie e necessarie attività autoerotiche degne di un masturbatore incallito. Nel XIX secolo non sarebbe sopravvissuta alla crociata contro la masturbazione e alla sua patologizzazione, quando “la psichiatria si mette a cercare dal lato dell’eccesso, poi dell’onanismo, dell’insoddisfazione, delle frodi della procreazione, l’eziologia delle malattie mentali” (Michael Foucault – La volontà di sapere) e sarebbe diventata il soggetto preferito per i medici scrittori di articoli scientifici, che l’avrebbero inserita nel Dictionnaire des sciences médicales al posto del “ritratto del giovane masturbatore”.

Continua a leggere l'articolo