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“A dangerous method” di David Cronenberg
di Luciano Aprile
Uno strano Cronenberg questo. Quasi tutto il suo lavoro ci aveva fin qui abituato a temi surreali e fantascientifici. Il suo è stato un cinema della “carne”, “repellente”, nel quale sondava visionariamente scenari futuri del corpo, del trans-umano: mutazioni mostruose, transegenesi pericolosa e avveniristica (Rabid, La mosca); contaminazioni virali del corpo con la tecnologia; spericolate ibridazioni di sesso e violenza, di erotismo e chirurgia (Inseparabili, Videodrome, eXistenZ, Crash); il raddoppiamento malato della realtà, magari drogato (Il pasto nudo).
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