STORIA DI UNA RIVINCITA: DA TOSSICO A PRESIDE DI UN ALBERGHIERO

di Carmela Moretti

Federico Samaden ha il piglio del missionario, quel fare al tempo stesso risoluto e altruista di chi ha toccato con mano gli anfratti più bui della miseria umana. Ne è risalito a fatica e da allora si è dato un obiettivo, una missione per l’appunto: rivelare ai ragazzi la grande truffa delle droghe, dire loro che fanno tutte schifo, indistintamente.

Incontro all’Istituto Alberghiero “Maggia” di Stresa

Per fare questo, punta tutto sulla credibilità delle sue parole. Non si tratta della solita ramanzina di un genitore impensierito, e nemmeno dei discorsi freddi come ghiaccio di un medico specialista, ma è la testimonianza autentica di chi quel mondo seducente e rischioso lo ha attraversato tutto, per poi allontanarsene disgustato.

Nel suo peregrinare per l’Italia, davanti a genitori e adolescenti, Federico Samaden mette a nudo il suo passato senza remore. Racconta di essere nato nel ’57 a Milano in una ricca famiglia borghese, una di quelle famiglie benestanti che non devono fare i conti col degrado quotidiano e che, quindi, certe bassezze non se le aspetterebbero mai. Negli anni ’70, in quel periodo di grandi trasformazioni politiche e sociali, il giovane Federico è alla ricerca di uno spazio tutto suo. Quindi, si lascia affascinare dalle droghe e dalla delinquenza milanese, approdando persino all’eroina.

Va avanti così, facendo il tossico, fino all’età di 28 anni.

“A distanza di quarant’anni ricordo ancora la sensazione che provavo prima di andare a dormire”, racconta. “Era una sensazione di impotenza. Ogni volta mi dicevo che avrei smesso, ma all’indomani quel giochino meraviglioso mi attraeva a sé”.

Poi, finalmente uno spiraglio di luce. Samaden porta avanti un percorso di disintossicazione a San Patrignano, la comunità di recupero fondata dall’imprenditore Vincenzo Muccioli, e lentamente risale la china. Alcuni anni dopo, toccherà a lui gestire una comunità di recupero in Trentino – terra che lo conquista per i boschi e per i tramonti mozzafiato – e diventare àncora di salvataggio per centinaia di ragazzi.

Nel 2009, però, ha inizio la sua vera missione tra gli adolescenti: la Provincia di Trento gli affida la dirigenza dello splendido Istituto Alberghiero di Rovereto e Levico Terme, la prima scuola alberghiera della Provincia Autonoma di Trento, che oggi conta circa 800 studenti.

È proprio la vicinanza quotidiana con gli adolescenti a dargli una conoscenza profonda delle debolezze e dei sogni di quell’età, necessaria per completare la sua “università sul campo”.

Da allora, Federico va nelle scuole e nelle associazioni, a parlare della sua storia che odora di verità, raccontata anche nel libro-intervista “Fotogrammi stupefacenti, storia di una rivincita”.

“Ai ragazzi voglio dire: ribellatevi!”, afferma con convinzione, “gli adulti vi hanno truffato, dicendovi che certe droghe non sono pericolose, ma soprattutto perdendo la pazienza di seguirvi e aspettare i vostri tempi di maturazione. Abbiamo creato una società ricca dal punto di vista materiale e meno ricca sul piano spirituale. Ma ora basta! Dobbiamo dar vita a un movimento dal basso e dire la verità: che non è vero che farsi una canna non è niente, si tratta solo di una straordinaria operazione di mercato giocata sulla vostra pelle”.

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2 commenti su “STORIA DI UNA RIVINCITA: DA TOSSICO A PRESIDE DI UN ALBERGHIERO

  1. È un pensiero che ho sostenuto con fermezza durante l’adolescenza litigando continuamente con i miei coetanei dell’epoca agli occhi dei quali sono sempre apparsa un po’ bigotta! Un articolo questo degno di una prima pagina di giornale sia per il contenuto sia per l’elaborazione sempre al top!!!!

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