STAN & OLLIE – STANLIO & OLLIO

di Giulio Loiacono

C’è da dirlo subito: è un bel film.

Niente di clamoroso, niente di particolarmente piacevole od intrigante. Assolutamente niente di memorabile. Ma rende giustizia sufficiente alla vita di due uomini e fa capire una cosa che, in tempi di social, si fa fatica a ricordare.

Che lo spettacolo è duro. Costa fatica portarlo avanti. Costa tanta fatica uscirne e non essere preda del troppo facile schema del successo, della tentazione di ripetersi e di battere il ferro finché è caldo, di insistere col tormentone di successo, ma soprattutto quando si è all’apice di dire di no a certe facili soluzioni, a certi arrangiamenti che possono costare il resto di una carriera.

Può diventare una vita grigia, se si dice di no. E quando il tuo tempo passa, beh, allora la prospettiva dell’oblio è il nulla che sta per assaltarti e gettarti nella disperazione del dimenticatoio. Tutto questo passa nella mente dei due che stanno per diventare “ex”, ma che in vista di questa prospettiva non rinunciano mai a essere un duo ed un’anima indimenticabile. Ciò vollero essere Stan ed Oliver-perché questo sono loro nel film non le loro eterne maschere comiche-sfidando tutto, innanzitutto i malanni che avrebbero portato alla morte il povero Babe, perché come dice la terribile russa Ida, la ultima moglie di Laurel,provetta ballerina di fila nelle pellicole della primissima Hollywood :” quando tu stai male, c’è solo un rimedio… ballare sul dolore più velocemente , saltare più in alto, piroettare più vorticosamente… non conosco altro metodo…”.

Non so se sia giusto, ma per vivere una vita, forse bisogna affrontarla più forte e più decisamente. Per raccogliere stima e dignità dagli altri e da se stessi, bisogna sforzarsi di essere sempre più dignitosi che si può.

Questo fecero gli ultimi Stan e Oliver. Questo è quello che dovremmo fare noi. Da vedere. Con quella punta di mirabile classe tutta britannica che non guasta mai.

In uscita nelle sale italiane da mercoledì 1 Maggio.

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