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QUALCOSA DI MERAVIGLIOSO, regia di Pierre-François Martin-Laval, Francia, 2019

di Francesco Monteleone

Niente è più istruttivo dell’esempio. Nulla è più dolce, in questo periodo, che commuoversi.

Benvenuto a Bari! a questo film francese che centra entrambi gli obiettivi.

In un posto poverissimo del mondo un padre, consapevole del suo ruolo, asseconda il talento del figlio adolescente che si è rivelato, crescendo, un campione di scacchi. Il genitore deve combattere la violenza del regime, affrontare situazioni pazzesche di povertà ed emarginazione, e catturare l’unica occasione utile per il figlio, pur essendo un uomo timido e fragile.

Quando finisce l’ausilio dei sottotitoli asiatici siamo ribaltati in Francia, dove gli stranieri non vengono invitati (ma non vengono cacciati) e dove il Primo Ministro, una volta tanto, fa la cosa giusta senza applicare la vuota legge.

Gli scacchi sono un universo sconosciuto per molti italiani; nessuno direbbe, entrando allo Splendor, che possono saper generare un entusiasmo da stadio. Invece Depardieu è sempre un grande attore, anche quando deve interpretare un perdente di successo, perché lui sa scegliere storie piene di speranza.

Ciò che è fantastico in questo film è che non c’è niente di fantastico. Il titolo originale è ‘Fahim’; ebbene Fahim Mohammad esiste davvero. Sette anni fa trovò la forza di vincere la vita e un regista intelligente ha ricostruito la sua esperienza, per diffonderla tra i ragazzi. C’è anche una buona dose di filosofia nel film. Noi citeremo un pensiero di Spinoza: “Ogni cosa è spinta a perseverare nel suo essere”.

Ebbene, quel ragazzino del Bangladesh che fece tanto scalpore nel 2012 è riuscito a perseverare nel suo essere un campione degli scacchi? Se volete saperlo, versando qualche lacrimuccia, chiedete il biglietto a Luca, che vi fa sempre pagare poco, sia l’ingresso che i pop corn.

 

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