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LETTERATURA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: PICCOLO PRINCIPE E GLI «ORDINI RAGIONEVOLI»

a cura di Trifone Gargano

Il Piccolo principe è il racconto più conosciuto di Antoine de Saint-Exupéry, pubblicato per la prima volta a New York nel 1943, e destinato a un successo planetario, che dura ancora, con ri-scritture e adattamenti per cinema, televisione, teatro, canzoni, fumetti, ecc.

La trama … non la riporto, sia perché, molto probabilmente, ciascuno di voi l’avrà già letto; sia, soprattutto, perché, per chi non lo avesse ancora letto, ne stimolo, tacendola, la curiosità e il desiderio di leggere il libro (il testo, in traduzione italiana e in forma gratuita, è anche reperibile online, al link: https://it.wikisource.org/wiki/Il_piccolo_principe

 

Con questo racconto, Antoine de Saint-Exupéry ha voluto far riflettere il lettore di tutti i tempi sul senso (autentico) della vita, sul valore dell’amicizia, sulla potenza dell’amore, sul valore degli incontri, e sulle stranezze dei “grandi” (che non capiscono mai niente da soli).

Il racconto, dunque, ha tanto da dire e da dare ancora oggi, anche (direi, soprattutto) a noi adulti, a noi insegnanti. Suggerisco di leggerlo, innanzitutto, per il solo piacere di leggerlo, e basta. Leggerlo (e farlo leggere) senza analisi (del testo, del sangue e del diabete). Leggerlo per il piacere di leggerlo.

Poi, leggerlo per modificare il nostro comportamento di adulti (di insegnanti). Leggerlo con la speranza / certezza che la poesia ti cambia la vita.

Tra i “grandi” che Piccolo principe incontra, nei suoi viaggi tra un pianeta e l’altro, c’è pure un vecchio re, precisamente sull’asteroide 325. Un re solitario, che ama dare ordini ai suoi sudditi, ignorando di essere l’unico abitante di quell’asteroide:

Il Re, assiso su un trono molto semplice e maestoso nello stesso tempo, era vestito di porpora e d’ermellino.

[dal cap. X del Piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry.]

Cosa ha da raccontarci, oggi, il nostro Piccolo principe, dall’asteroide 325?

Oggi, al tempo del coronavirus, con l’impazzimento telematico che dilaga nella scuola italiana, e con insegnanti d’ogni ordine e grado che s’inventano improbabili modalità di e-learning, inondando le caselle di posta degli studenti e le piattaforme online (improvvisate), di esercizi, compiti e verifiche d’ogni specie e (sadica) inventiva, così, tanto per far bella figura loro. Ebbene, Piccolo principe, a questi grandi che manifestano evidente stranezza, ha ancora un suggerimento da dare, e cioè «ordini ragionevoli»:

Dovete capire che al Re importava essenzialmente solo che la sua autorità fosse rispettata. Non tollerava in alcun modo la disobbedienza. Era un monarca assoluto. Ma, siccome era anche molto buono, dava degli ordini ragionevoli.

«Se ordinassi» diceva solitamente «se ordinassi a un generale di trasformarsi in un uccello marino, e lui non ci riuscisse, non sarebbe colpa del generale. Sarebbe solo colpa mia.»

[dal cap. X del Piccolo principe, di Antoine de Saint-Exupéry]

Torniamo a leggere, dunque, questa stupenda favola dei nostri tempi, per diffondere il virus che il mondo sarà salvato dalla poesia.

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