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PAURA E RESPONSABILITÀ: ECCO COME GLI ADOLESCENTI STANNO VIVENDO IL CORONAVIRUS

di Carmela Moretti

Giornate scandite impetuosamente da impegni scolastici, sportivi, familiari, sentimentali, a cui spesso riescono a star dietro con grande affanno. Poi, arriva un virus invisibile a forma di corona a sconvolgere l’Italia e le vite di tutti gli italiani, quindi anche la loro. Chi avrebbe mai pensato che da un giorno all’altro sarebbe stato impossibile andare a scuola o al parco? Chi avrebbe mai immaginato che all’improvviso sarebbe diventato addirittura rischioso incontrare gli amici di sempre e il ragazzo o la ragazza a cui si è deciso di affidare il proprio cuore? Eppure sembra che loro ci stanno riuscendo a riorganizzare la propria quotidianità, tra compiti da svolgere a distanza e la ricerca di attività piacevoli con cui far trascorrere il tempo. A differenza di ciò che possiamo pensare, gli adolescenti stanno mostrando un senso di responsabilità e una lucidità fuori dal comune per la loro età, mentre tg e giornali diffondono dati drammatici e gli adulti spesso si mostrano preoccupati, irrequieti, insofferenti.

Questo è quanto è emerso da un’intervista rivolta a un gruppetto di ragazze e ragazzi di età compresa tra 11 e 13 anni. A loro abbiamo voluto rivolgere una semplice, ma non scontata, domanda: Quali sensazioni o emozioni stai provando in questo momento?

M. F.: In questo momento mi sento impotente verso ciò che deve succedere, è una sensazione orribile non poter far nulla da soli per fermare quello che succede. Ci vuole collaborazione da parte di tutti.

G. V. : Sinceramente all’inizio pensavo che fosse qualcosa di meno grave, ma con il passare dei giorni ho visto la situazione peggiorare notevolmente, perciò ho cominciato a preoccuparmi. Ma sono sicura che tutti insieme uniti ce la faremo a sconfiggere questo mostro. L’importante è che tutti rispettino le regole.

E. B.: In questo periodo di permanenza a casa devo dire che sto guardando più telegiornali e sto ascoltando più attentamente le notizie. Tutto ciò che è stato detto finora mi ha mosso qualcosa dentro, in più non posso più vedere le persone a me più care e pensare che potrei perderle da un momento all’altro mi fa spaventare molto. Ammetto anche che mi ha messo molta tristezza questa restrizione, perché sono ormai parecchi giorni che vedo i miei amici solamente in videochiamata, e non poterli abbracciare mi fa sentire fragile.

L.N.: Questi giorni sono parecchio noiosi, perché sono costretto a restare a casa. Tuttavia, riesco a contenere la voglia di uscire perché è importante per tutti rispettare questa regola. Le giornate le organizzo in modo equo, distribuendo i compiti nell’arco della giornata. Inoltre, gioco alla Nintendo, leggo, suono il flauto traverso e dolce, aiuto mia madre (anche nei lavori domestici) e gioco con mio padre.

D. S.: L’arrivo in Italia del coronavirus inizialmente non ha fatto differenza per me. Pensavo fosse soltanto un virus di passaggio e che in pochi giorni sarebbe scomparso. Beh, diciamo che non mi ha interessato molto, pensavo che la gente sui social stesse esagerando. Piano piano, però, con la diffusione del virus in tutta Italia e non solo, ho capito che non era una cosa da sottovalutare come pensavo. Qui, ho cominciato ad andare nel panico. Avevo paura di prendere il virus e magari di passarlo ai miei nonni che, essendo anziani, avrebbero avuto difficoltà a combatterlo. Ogni ora sentivo una nuova notizia: “Sono 50 le persone infette in Italia”. Velocemente questo numero continuava ad aumentare a dismisura e io mi preoccupavo sempre di più. “Com’è possibile?”, mi dicevo. “Solo un mese fa il virus era in Cina e ora è già in Italia?”. Poi piano piano questa mia paura è diminuita. Ho guardato il telegiornale e ho capito. Ognuno di noi per combattere questo virus non deve fare altro che restare a casa. Diciamo che stare chiusi in casa e non poter uscire per vedere i propri amici non è bellissimo, ma ho capito che è un sacrificio che ognuno di noi deve fare. Ora cerco di non pensarci molto, vado a fare la spesa per i miei nonni, cerco di evitare i posti affollati e di divertirmi a casa con la mia famiglia e di passare un po’ più di tempo con loro. #IORESTOACASA

(immagini tratte dal web)

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