PAPA PIO X, UNA VITA DEDICATA AGLI ULTIMI

di Elisa Testa

Riese Pio X, piccolo e grazioso paese della Marca Trevigiana, in prossimità della via romana Aurelia, lungo la fascia precollinare asolana, conserva e protegge un luogo di sacro per la religione cristiana: la casa natale di Papa Pio X, Giuseppe Sarto. Essa è un punto di riferimento della cristianità, centro d’attrazione del turismo religioso.

Casa papa Pio X

È un’abitazione semplice con pareti gialle e finestre con balconi verdi, acquistata dalla famiglia del padre di Giuseppe, tramandata di generazione in generazione. Poche stanze, ma cariche di storia e tradizione.

Si accede all’interno, attraversando la porta d’ingresso.Con devozione e silenzio si inizierà la visita alla dimora, accompagnati da una guida speciale, una sorella delle Discepole del Vangelo, che ogni giorno con la loro bravura raccontano la vita di questo esempio di fede. Si tocca con mano il vissuto di un santo, di un uomo, di un religioso che ha donato ai suoi parrocchiani amore e rispetto; un’anima pia.

Papa Pio X

Due piani raccontano la quotidianità della famiglia Sarto, la forza della madre, il rispetto delle sorelle e il grande cuore di Giuseppe. Ogni stanza ospita mobili, foto, statue e quadri, fiori, suppellettili, lettere, cuori sacri. Nella sala d’ingresso una gigantografia del santo con veste papale, il suo dolce sguardo segue il visitatore in tutta la stanza come un bravo padre guarda il suo amato figlio. La cucina, area principale di tutte le case venete del Novecento espone tovaglie, piatti, pentole usate dalla famiglia ogni giorno e donati dal figlio alla madre nel corso del tempo. Salendo le scale si giunge al piano notte formato da quattro stanze letto, due le più rilevanti. Innanzitutto la camera dei genitori, Giovanni Battista e Margherita Sanson: in questa stanza da letto il 2 giugno 1835 nacque Giuseppe Melchiorre Sarto, il 257esimo Papa della chiesa cattolica. Alle pareti, foto ed ex voto di uomini, donne, bambini che in un momento difficile si rivolgono a lui con una preghiera d’aiuto, un incoraggiamento, vista la sua benevolenza in vita rivolta a tutti i parrocchiani, in particolare ai poveri, alle donne e i bambini. Poi si arriva alla camera di Giuseppe usata nella sua giovane età, ma anche durante le sue visite alla madre anziana in veste di sacerdote, parroco, vescovo, cardinale.

La “casetta” così popolarmente chiamata, rimane ferma nel tempo, testimonianza di fede, gioiello di cultura.

Sala d’ingresso
Camera dei genitori

Annesso alla casa, si trova un museo sorto nel 1936, in onore ai cent’anni dalla nascita di Pio X. Al suo interno, conserva cimeli, testi, vestiti, paramenti sacri capaci di raccontare in tappe la carriera di Giuseppe, ma vi sono inoltre elementi di alcuni personaggi importanti per Giuseppe Sarto.

Museo Pio X

Varcando la soglia, si nota il motto da lui scelto “Instaura omnia in Christo”. Si vede una statua bianca del giovane Giuseppe, il quale per raggiungere la scuola e non consumare le scarpe camminava a piedi scalzi. Ordinato a 23 anni cappellano a Tombolo, si occupò di aiutare analfabeti insegnando loro a leggere, scrivere e far di conto come indica nelle sue lettere. Vi si trovano anche i suoi materiali di cancelleria, una volta vinto il concorso di parroco a Salzano nel 1867, portando importanti riforme in favore dei poveri, del lavoro femminile e del catechismo. Poi divenne Vescovo di Mantova dal 1884 e Patriarca di Venezia come testimoniano gli abiti, cappelli e la sua foto su una mula per benedire la Madonna del Grappa, nella chiesetta di Santa Croce. La sua carriera avrà l’apoteosi con la nomina a Papa, dove si dedicò a molte riforme sul diritto della chiesa, sul canto Gregoriano. Ogni gesto è documentato nelle sue epistole, nei suoi appunti, presenti in museo. La vigilia della Prima guerra Mondiale turbò questo buon Padre, che morì probabilmente di crepacuore il 20 agosto 1914. Il suo corpo riposa ancora oggi in Vaticano, la sua grotta è riprodotta in miniatura in un plastico all’interno del museo e sopra esso un bellissimo quadro del Santuario delle Cendrolle (vicino Riese), santuario tanto amato da Giuseppe, devoto alla Madonna.

parroco Giuseppe Sarto
Statua di Giuseppe da giovane

La sua dimora, istituzione di sapienza e religione, è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì. Essa è ben salvaguardata e valorizzata dalla Fondazione Giuseppe Sarto, sorta nel 1985, con la missione di promuovere e proteggere questo scrigno pieno di memoria, portando avanti studi, ricerche storiche e realizzando eventi culturali. È importante ricordare un uomo buono, un simbolo di pace che ha messo l’amore al centro della sua vita diventando Santo  nel 1954.

Visitando la casa, il museo, la chiesetta di Cendrolle e la chiesa di Riese si percorrerà un cammino culturale-religioso sulle tracce di un eroe gentile del Novencento.

Chiesa di Cendrolle
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