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santippe, scritto con filosofia per seminare incertezze

Paolo Villaggio

Paolo Villaggio

di Francesco Monteleone

Il 31 agosto 2011 l’ho incontrato a Benevento, in un albergo. Era lì, in attesa di benedire un giovanissimo ‘comico’ di 11 anni, nella trasmissione RAI “Talent Fest” di Dino Vitola.

Paolo Villaggio era appartato, silenzioso, assorto. Sua moglie stava seduta a 3 metri di distanza, altrettanto impercettibile; scontrandosi contro la sua fragilità anche il vento si farebbe male. Sono sposati da 53 anni. Lei assomiglia al soldato che annunciò, a Maratona, la vittoria degli ateniesi contro Milziade. Nella vita si è fatta una lunga corsa di resistenza per celebrare i successi del marito, rimanendo anonima.

Lui era vestito con tunica e ciabatte. Sembrava un filosofo stoico. Paolo Villaggio è così somigliante agli antichi greci che un suo busto si confonderebbe tra quelli di Pausania, Platone, Anassagora…Ho desiderato intervistarlo. Gli ho chiesto un tributo di saggezza. Molti lo considerano un burbero, con noi è stato gentilissimo e disponibile, come si constata nel video. Mi ha detto, fuori onda, di aver scritto un libro edito da Feltrinelli che si chiama ‘Storia della libertà di pensiero’. L’ho comprato immediatamente, per curiosità. Dentro ho trovato i ritratti di Socrate, Gesù di Nazareth, Giordano Bruno, Galileo Galilei, Pitagora di Samo, Archimede, Gandhi…Roba nostra, insomma. Li ho letti, sapendo che il vecchio comico mi stava inoculando il farmaco di Aristofane. Non sono testi suoi quali si può preparare un esame universitario, un concorso o una semplice interrogazione scolastica. Sono le visioni di grande artista abituato a sviscerare il corpo della realtà, per ridicolizzarlo.

Dietro il palco dello show beneventano, in attesa di impegnarsi con il pubblico, mi ha confidato i suoi rituali quotidiani a Roma: si alza presto, scende, compra i giornali, legge solamente i titoli, va al mercato ortofrutticolo, compra gli alimenti freschi. Tutti i giorni chiede al macellaio se ha il fegato (da mangiare). In alternativa vorrebbe l’ossobuco, ma non sempre lo trova. Il domestico deve consegnare la spesa alla moglie. Il maestro Paolo raggiunge la sua segretaria e inizia a dettare i pensieri che si trasformeranno il libri di successo. Paolo Villaggio non usa le mail. Il suo numero di telefono è segnato sul cellulare. È ateo. Sa che questa vita umana sarà unica, sia per chi ha gioito che per chi l’ha patita, senza una ragione convincente. Il suo epitaffio sarà un dubbio espresso con una esclamazione: Ma!!

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