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NEL MEZZO DEL CAMMIN DI… UNA VIGNETTA!

di Trifone Gargano

Il fumetto è un mezzo di comunicazione di massa che si avvale di testo e di immagini, per dar vita ad un racconto in sequenza. Il 7 luglio 1895 comparve il primo esempio di comics moderno (con la nascita del personaggio di Yellow Kid, sul quotidiano americano «The New York World»).
Qui non voglio scrivere la storia del fumetto. Piuttosto, desidero dar conto di alcuni esempi di trasposizione in fumetto del Classico per eccellenza della letteratura italiana, la Divina Commedia di Dante Alighieri. Il fumetto rientra nella grande categoria delle ri-scritture:

«riscrivere testi letterari con procedure creative guidate, applicando manipolazioni a livello stilistico (riscrivere un racconto modificando tempi verbali, passando dalla prima alla terza persona, cambiando punto di vista del narratore, ecc…)».

Impegnare un gruppo classe in un percorso didattico di (ri)scrittura e di trasposizione testo/fumetto significa perseguire, dunque, obiettivi di insegnamento/apprendimento disciplinari, e non, come qualcuno pensa, perdere tempo con i giornaletti.

WALT DISNEY

L’Inferno di Topolino della Walt Disney, sceneggiatura a cura di Guido Martina e disegni di Angelo Bioletto, fu pubblicato per la prima volta, a puntate, su «Topolino» dall’ottobre del 1949 al marzo del 1950. La storia è stata ripubblicata, senza alcun intervento o cambiamento, nel maggio del 2002 («Paperodissea e altri grandi viaggi della letteratura universale»); per poi essere nuovamente ristampata in altre analoghe e più recenti collane di fumetto letterario.
Questo Inferno a fumetto si propone di trasporre in immagini e di ridurre il testo dantesco, mantenendo, però, una certa fedeltà nei confronti dell’opera letteraria. L’Inferno di Topolino, infatti, ripropone in sintesi la materia narrativa dell’Inferno dantesco. Le vignette presentano tutte una didascalia composta da una o da più terzine, liberamente ispirate al testo di Dante, sia per lo stile, che per il contenuto, con protagonisti del viaggio ultraterreno Topolino (Dante) e Pippo (Virgilio).

Qualche decennio dopo, arrivò l’Inferno di Paperino, con uno sforzo di re-invenzione della struttura dell’Inferno dantesco, attualizzandone l’ordinamento morale, le categorie di peccati e di peccatori, e il relativo contrappasso, conservando, in ogni caso, analogie di ambientazione e di spirito narrativo. Paperino è Dante, e la sua guida è Archimede Pitagorico. L’Inferno di Paperino, con testi e disegni di Giulio Chierchini, fu pubblicato per la prima volta nel 1987, per essere poi anch’esso ristampato, senza alcuna variazione, nel 2004, e successivamente.
Trasposizione per libera re-invenzione, sia da un punto di vista linguistico e stilistico (non ci sono più le terzine), sia anche per il contenuto (peccati e peccatori vengono adeguati alla mutata realtà della fine del XX secolo): inquinatori, burocrati, piromani, automobilisti, tele-radio-dipendenti, ecc.

MARCELLO TONINELLI
Un progetto organico di trasposizione in fumetto dell’intero poema dantesco è quello di Marcello Toninelli, che ha trovato compimento, rispettivamente, negli anni 2004 (l’Inferno), 2005 (il Purgatorio) e 2006 (il Paradiso).

Trasposizione che segue i due criteri della sintesi e della parodia: il testo di Dante, infatti, viene ridotto e viene anche attualizzato (con intenzione parodica). A Dante, Toninelli ha dedicato anche un albo biografico:

MILO MANARA
Trasposizioni fumettistica molto interessante, anche se non integrale, è quella di Milo Manara: A riveder le stelle. In questo albo, Manara, infatti, riscrive, con il suo inconfondibile e piacevolissimo tratto, solo alcuni canti dell’Inferno dantesco, con Valentina nel ruolo di Beatrice:

LA COMMEDIA MANGA
È da citare pure la versione manga della Divina Commedia, a cura di Go Nagai (uscita nel 1993, e di recente ristampata, a testimonianza del persistere del successo mondiale del poema dantesco):

Il tratto del disegno di questa edizione manga del capolavoro dantesco, pur con elementi di forte modernità e caratterizzazione giapponese, deve però molto alle classiche tavole del francese Gustave Doré, che, nella seconda metà dell’Ottocento, illustrò l’intera Divina Commedia. Ecco un paio di tavole a confronto, e valga come esempio le due rispettive tavole dedicate al traghettatore infernale, Caronte:

Nagai
Doré

SEYMOUR CHWAST
Con la traduzione di Fiorenza Conte, le edizioni Quodlibet hanno pubblicato il graphic novel del maestro statunitense Seymour Chwast, La Divina Commedia di Dante. Inferno Purgatorio Paradiso (2019), uscito in lingua originale nel 2010. Si tratta di un primo esperimento che l’autore fece, per dar vita una serie di graphic novel che avrebbe dedicato, di lì a qualche anno, ad alcuni Classici della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Versione decisamente spiazzante del viaggio ultraterreno di Dante (in molte tavole s’intravede la memoria visiva di Gustave Doré). Nello stile tipicamente irriverente e pop di questo maestro statunitense dell’illustrazione, Dante è ritratto nelle vesti di un detective, con tanto di impermeabile, occhiali da sole, pipa e modi piuttosto spicci. Il maestro e duca Virgilio, a sua volta, in questa versione illustrata del poema, indossa i panni di un aiutante di polizia: baffetti, completo nero, papillon, bombetta e bastone (controfigura di un Hercule Poirot ante-litteram).

Beatrice, manco a dirlo, sfoggia una blonda testa da urlo, stile grande Gatsby: caschetto biondo platino, rossetto e fascino da dark lady. Un diffuso humor da racconto svagato si respira, seguendo il viandante e la sua improbabile guida, di tavola in tavola, di mondo in mondo. La fabula del poema dantesco resta inalterata, con le colpe e con le relative pene di contrappasso, che, per quanto riguarda l’Inferno, non appaiono minimamente mitigate.

DANTE STICKERS
Infine, mi piace citare la versione a fumetti della Divina Commedia, con l’inserimento degli stickers, disegnata da Carlo Volsa e sceneggiata da Francesca De Simone e da me, pubblicata nel 2017 per le Edizioni del Rosone di Foggia.

Versione a fumetti con forte caratterizzazione didattica, pensata per lettori della scuola Primaria e Secondaria di primo grado, per la quale, grazie agli stickers, il lettore si fa co-autore del testo. Le pagine di questo albo (che è unico nel suo genere, ancora oggi, nel panorama editoriale nazionale) si offrono, a chi legge, non totalmente realizzate:

Il lettore, quindi, deve rintracciare lo sticker giusto, tra tutti quelli collocati in fondo all’albo, per completare la pagina:

Da un punto di vista didattico, l’idea si è rivelata vincente (con grande consenso di pubblico e con molte adozioni). Il giovane lettore ha avuto modo di incontrare, in ogni caso, il testo di un Classico, e, anche, di divertirsi, giocando a completare le pagine, scegliendo e sistemando gli stickers nelle tavole; dunque, ha svolto, in modalità ludica, l’operazione di co-costruzione della fabula dantesca. Di grande impatto si è rivelato l’Indice visivo dell’intero albo, e anche dell’intero viaggio viaggio ultraterreno di Dante (ideato e sceneggiato da me, e disegnato da Carlo):

Mi piace ricordare che, all’epoca della realizzazione dell’albo, i due co-autori e co-firmatari con me dell’impresa, erano, rispettivamente, l’una, mia laureanda a Foggia (presso il Dipartimento di Studi Umanistici, dov’ero docente a contratto per l’insegnamento di «Didattica della lingua italiana»), e, l’altro, studente presso il Liceo «don L. Milani» di Acquaviva delle Fonti (Ba), dove sono titolare di cattedra per «Lingua e Letteratura italiane»:

L’idea di portare, con una modalità ludica e interattiva, la lettura di un Classico come la Divina Commedia, generalmente ritenuta per grandi, già nella fascia dell’istruzione Primaria e Secondaria di primo grado, è piaciuta molto a studenti, genitori, e docenti:

E anche, aggiungo, all’editore, con il quale, l’anno dopo, ho realizzato, sempre con i disegni di Carlo Volsa, un analogo albo stickers dedicato a Collodi (Pinocchio, Giannettino e Minuzzolo).

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