Mimmo Mancini
di Carmela Moretti
Caro Mimmo, ora che ha i capelli bianchi, descriva la sua vita in 5 parole
Leggera, pacifica, aderisce all’invisibile.
Lei ha una leggera inflessione romanesca. Parla ancora in bitontino?
Ho 52 anni ( a maggio) vivo a Roma da trentadue, cosa si aspetta che abbia un’inflessione torinese? L’inflessione è anche un forma d’amore per la città che ti ha adottato e che amo così come amo la mia terra ricca e pietrosa. Sono un’anima divisa in due: Puglia e Lazio…. Ma la Puglia è la parte delle radici il cui fittone è profondo, ha scavato pietre dure, calcaree, ha perforato l’argilla per cercare l’acqua, la cerca ancora e la cercherà fino alla fine dei miei giorni…. scavando qualche bestemmia in dialetto bitontino scappa. Le bestemmie e le incazzature sono sempre nel dialetto d’origine.
Senza andare in Wikipedia ci risponda sinceramente. Sa chi è Marcel Carné?
Perché dovrei? Nel 38 non ero ancora nato, e poi un film sulla nebbia non mi interessa. Posso solo dirti che il 18 maggio è il mio compleanno.
Un film che non si stancherebbe mai di guardare.
“Il discorso del Re”, “C’era una volta in America”
Come descriverebbe il cinema italiano d’oggi? E soprattutto, si riconosce in esso?
Quale cinema? Mi riconosco nella fragilità del cinema indipendente, nel suo finto ruggire, nel servilismo di quello dipendente dalla politica di destra e di sinistra, nella sua incapacità di reagire, nella mancanza di veri produttori con le palle capaci di saper distinguere una brutta sceneggiatura da una buona. Non legge più nessuno, non hanno tempo. Non mi riconosco negli impacchettatori di budget anche impropriamente detti produttori. Ci sono i produttori capaci ma sono veramente pochi e mi farebbe piacere, ma tanto piacere incontrarli e parlarci per un po’ senza avere nulla da chiedere, solo parlarci. Se avete i loro indirizzi passate pure e a buon rendere.
Ricorda il giorno in cui ha maturato il progetto Ameluk?
Ero in piazza a Bitonto, davanti a me una processione…. Bingo! L’idea! (per saperne di più la invito a leggere la scheda di “progetto Ameluk” su fb. Grazie e mi perdoni la sintesi.
Io sono troppo giovane per sapere chi è stato Ameluk. Me lo spieghi.
Era un venditore di fumo, o meglio un venditore di pasticche che avevano la pretesa di far smettere di fumare i contadini e gli operai ignoranti dei piccoli centri della provincia di Bari. Dalle mie ricerche è risultato che in realtà questo signore è stato visto con la sua bancarella in tutto il sud. Anche per questo vi riporto alla scheda di progetto Ameluk. Ma nel film il nome Ameluk ha un altro significato.
Il film sarà girato interamente in Puglia?
Assolutamente, inderogabilmente, perfettamente a MARIOTTO ( se il comune e i privati decidono di contribuire, altrimenti in altro luogo della Puglia. Con i tempi che non corrono, tocca darsi da fare per mettere su il budget del film, basta con la gratuità. Se il Governo non ha soldi per il cinema esordiente, gli esordienti del cinema non hanno i soldi per il governo!!
Come pensa di coinvolgere la gente del posto?
Raccontando con onestà quello che ho in mente. Ameluk non è solo un film ma un progetto e questo ora lo affermo con estrema serietà. Chi fosse interessato deve assolutamente leggere e contattarci per saperne di più. Ho in mente di legare al film anche azioni sociali come la raccolta di firme a favore dei figli degli immigrati nati in Italia, la famosa seconda generazione che ha diritto di cittadinanza. Anche Il Presidente Napolitano è a favore di questa legge che stenta a diventare civile realtà.
Non ha ancora citato Paolo De Vita. Avete litigato?
Sono separato due volte, vuole che anche con un caro amico fraterno come Paolo non si possa litigare? Diciamo che abbiamo tempi diversi nella vita e sul lavoro, ma gli voglio un gran bene e non posso dimenticare mai le cose meravigliose fatte insieme e i momenti belli e brutti condivisi, sarà per sempre un caro amico fraterno e il resto è solo stupido e inutile gossip. Il parlar vano è un grave peccato che ti porta dritto all’inferno, così come il pettegolezzo.
Sta ricevendo aiuti o promesse dalle istituzioni pubbliche?
La domanda successiva, grazie.
Nel suo film, il Cristo viene sostituito da un musulmano. Qual è la sua idea di Dio?
Dio è anche questa pagina virtuale, queste parole. Questa carta virtuale contiene ogni cosa, quindi è il cosmo intero. L’esistenza di questa pagina prova l’esistenza di tutto il cosmo, io stesso, lei i lettori siamo parte del cosmo. Dio è tutto questo ma allo stesso tempo non è un signore con la barba, Dio è solo un nome dato per definire qualcosa di grande, di infinito, che comprende tutto. Dio è tutto. Non sono di fede cattolica e avendo altra fede posso dire che le religioni sono tante, ma la verità è una. La mia fede è la convinzione radicata che ci sia una mano a cui aggrapparsi, questa è la mia fede e in questa fede c’è posto anche per un concetto così difficile come quello di Dio. Resta il fatto che fino ad oggi non ci riesco a comprenderlo fino in fondo.
Che filosofia morale c’è in Ameluk?
Anni fa ho visitato Ellis Island, la famosa isola dove trionfa il gigantesco regalo dei francesi agli americani, regalo noto a tutto il mondo come La Statua della Libertà. Lì si trova anche il museo dell’immigrazione. Mentre giravo per questi enormi capannoni mi è stato fatto notare un particolare. Stavo salendo delle scale divise in due da un passamano centrale. Su in cima alla lunga scalinata due porte tinte di un rosso spento. Una a destra e l’altra a sinistra, sempre divise da questo passamano che in sostanza fa da barriera lungo tutta la scala fino alle due porte. Mentre salivo sentivo qualcosa di strano, salivo a fatica e chi era al mio fianco mi dice: Sai, su queste scale sono passati tutti gli emigranti entrati da New York dai primi del secolo fino a poco prima della seconda guerra mondiale. Vedi quelle due porte? A destra uscivano quelli che sono diventati cittadini americani, a sinistra quelli che venivano rispediti a casa per vari motivi, da quelli di salute a cittadini non graditi. A quel punto mi si è stretto un nodo in gola e mi sono messo a piangere. Non so perché ma mi è venuta in mente una storia di due fratelli, due giovani italiani del sud, poveri e pieni di speranza che magari avevano investito tutto per quel biglietto su una nave di terza classe. Lungo quelle scale i sogni di un fratello si realizzano andando dalla parte destra della scala e imboccando la porta destra, mentre l’altro fratello, sale dall’altra parte del passamano ignaro della sorte che lo attende su in cima. C’erano i poliziotti dell’immigrazione che dividevano le persone in base agli esiti e quindi provvedevano a farli uscire dalla porta sinistra o da quella destra. All’altro fratello è toccata la sinistra e quindi poi l’imbarco con la prima nave, direzione casa, cioè verso la disperazione. Ancora oggi mentre scrivo queste parole, mi si inumidiscono gli occhi, non so se sono un sensitivo, ma sono convinto che quello che ho sentito dentro di me lungo quelle scale è accaduto realmente. L’ho vissuto come in un sogno e in un attimo, su quelle scale ho pianto e salivo a fatica, non ci tornerei volentieri e non so dirvi perché. Da quel giorno ho giurato a me stesso di fare tutto quello che posso con le mie poche forze, con la mia ignoranza ma anche con la mia caparbietà affinché atrocità come quelle non accadano mai più e invece mi ritrovo in un paese demolitico che ha permesso di tingere di rosso il Mediterraneo. Egregio ex Ministro Maroni anche grazie a lei e ai suoi amici, il mare nostrum è tinto di nero. Le auguro sogni tranquilli. Le cose terribili sono accadute ora e sono più atroci delle fughe dei disperati dei primi del secolo. Ospiti indesiderati solo perché diversi, di diverso colore, di diversa religione, di diversa cultura? L’universo è troppo grande per poter credere ancora a simili banalità. Ameluk è un omaggio e un pensiero a tutti quegli italiani maltrattati nel mondo che oggi potrebbero spiegare a tutti i poveri razzisti quanto hanno dovuto penare da italiani. Ora però non è più il tempo di ripagare con lo stesso denaro, è tempo di andare avanti, di unirsi per combattere la povertà mondiale. Noi italiani che crediamo nella solidarietà siamo capaci di fare e bene, siamo capaci di porgere la mano a un fratello disperato perché ieri è accaduto anche ai nostri nonni, zii. L’Italia ha bisogno di Ameluk per andare avanti. “Extracomunitario”: mai più parola offensiva verso il genere umano degna del nazismo è stata creata da un governo democratico , vorrei conoscere il nome di chi l’ha inventata.
Mimmo Mancini
Artista italiano, onesto artigiano dello spettacolo.
