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LA VIA CRUCIS A SINISTRA DI PAPA FRANCESCO

di Carmela Moretti

Per fortuna c’è ancora papa Francesco – o chi scrive per lui – a fare discorsi da sinistra.

Mentre il PD sta provando a fatica a ricucire vecchie e nuove lacerazioni interne, di tanto in tanto scosso da tempeste imbarazzanti come quella della sanità umbra, la via crucis del venerdì santo al Colosseo ha toccato, affrontato, sottolineato tutti i “buchi neri” della società attuale.

Con la croce che sfilava lenta e dolente, seguita da un serpentone di uomini e donne di fede, si è parlato delle nuove forme di schiavitù, come lo sfruttamento della prostituzione e della manodopera straniera; si è parlato di immigrazione clandestina, di morti in mare e di porti chiusi; si è parlato persino di lavoro.

Già, le parole lavoro, giovani, dignità sono state ripetute spesso nel corso delle varie preghiere a Dio, cosa che la politica italiana non sta facendo più, sempre più impegnata in discorsi da bar tanto cari all’italiano medio.

Così, mentre la regia inquadrava il volto raccolto e impensierito di papa Francesco, ci siamo sentiti rassicurati: almeno per qualcuno, la dignità dell’essere umano e dei lavoratori, siano essi italiani o stranieri, resta un argomento di scottante attualità e importanza, addirittura da affidare alle cure di un essere superiore e potente.

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