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“HAMMAMET”, LA CONTROVERSA FIGURA DI BETTINO

di Giulio Loiacono

La tragedia umana è piena di vendetta e rancori. Può il desiderio di potere spingere l’uomo ad un’insana voglia di giustizia, che diviene terrore, e dal terrore può e deve nascere la paura che impedisce all’uomo di arrivare alla verità e al vero senso di giustizia? Può l’uomo rimanere bloccato e prigioniero dei propri fantasmi e, quel che più conta, del proprio immenso e tragico orgoglio?
Questo è il succo del Re Lear, di colui che diviene pazzo e va in giro col suo buffone per farsi buffone egli stesso, ma che in realtà è solo prigioniero di un suo immenso sé, ingombrante e carico di dolore.
Questo potrebbe essere il senso alto – e altro – di questa rappresentazione scenica, densa di paradosso di costume e vaudeville finale, onirico e così vero, che è il buon film di Gianni Amelio sul controversissimo personaggio Bettino Craxi. Uomo dal grande ego? Sicuro. Uomo dall’immenso orgoglio? Senz’altro. Uomo che trae da questi due difetti la qualità della coerenza? Pareva – e pare – certo.
Chi scrive ha vissuto quei tempi con gli occhi dell’adolescenza, fatta di impegno e malattia chiamata politica. Epoca irripetibile. Ero da un’altra parte. Non certo quella che lo affossò per buttare a mare “il cinghialone”, per farne preda di caccia grossa e feticcio da bruciare sull’altare di una vita e di una società “da bere”. Ero da tutt’altra parte quando si fa raccontare al paffuto garibaldino della miserevole vicenda di Sigonella, vera e propria vergogna nazionale, allora ed ancor oggi scambiata per “ una scelta che non fece piegare l’italietta alla arroganza stelle e strisce”, con uno strano mix di rossobrunismo che va di moda ancor oggi.
Ma ho ceduto alla mia passione ed ho tradito alla mia missione di critico. Colpa di Bettino. Merito di Bettino. La chiudo, dunque, qui. Con una notazione.
Favino potrebbe essere chiunque di noi allo specchio e rubarci quello che anche noi non sappiamo di noi stessi, tanto è bravo. Da vedere con gli occhi non più da bere ma del bicchiere vuoto del 2020.

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