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DOPO 43 ANNI, SI CONCLUDE LA SAGA DI STAR WARS

di Michele Cotugno

L’anno appena trascorso ha segnato la fine di una delle più lunghe guerre che l’uomo ricordi. Una guerra iniziata ben 43 anni fa, in una galassia lontana lontana, e avviata dalla fervida mente di George Lucas. Parliamo, ovviamente, della saga di Star Wars, che, nei giorni scorsi, ha visto debuttare nei cinema il nono episodio, “L’ascesa di Skywalker”, l’ultimo capitolo della saga ufficiale (senza contare tutte le opere ambientate nel cosiddetto “universo espanso”). Una saga che unisce diverse generazioni, dai più giovani a chi ha iniziato a seguirla sin dall’esordio, nel ’77, con l’episodio IV, che in realtà fu il primo in ordine di realizzazione.

L’ultimo capitolo chiude definitivamente la guerra tra i Jedi e i malvagi Sith e chiude anche le vicende della famiglia degli Skywalker, protagonista, nel bene e nel male, di tutto l’arco narrativo dei nove film.

Prodotto dalla Disney, che ha preso le redini della saga sin dal 2015, quando fu realizzato l’episodio VI, e diretto da J.J. Abrams, “L’ascesa di Skywalker” offre diversi collegamenti con la trilogia classica, non solo per l’ovvia presenza dei protagonisti storici, degli attori che hanno prestato loro i volti già quaranta anni fa (anche quelli che, come Carrie Fisher, sono nel frattempo morti, ricostruiti grazie alla computer grafica e a scene tagliate dai film precedenti). Ma anche per il ritorno di personaggi che si credevano ormai morti da decenni e per la presenza di concetti presenti anche nella trilogia classica, quella che va dall’episodio IV al VI, realizzata tra il ’77 e l’83. Primo tra tutti, il concetto di redenzione. Quella stessa redenzione che Luke regalò al suo morente padre Anakin, dopo che quest’ultimo si era spogliato dai panni del malvagio Darth Fener. Quella redenzione conquistata dopo un’ardua battaglia interiore tra il bene e il male che, in ognuno di noi, c’è e che, in Star Wars è simboleggiata dalla lotta tra il lato chiaro e quello oscuro della Forza.

Per gli storici appassionati della celebre saga a metà tra fantasy e fantascienza, l’episodio IX è interessante e ricco di sorprese, dunque. Collegandosi direttamente agli eventi della trilogia precedente, offre una degna conclusione alla storia che per decenni ha affascinato diverse generazioni.

Diverse sono state le critiche rivolte al film, sia a partire dall’uscita nelle sale, sia prima, appena le informazioni su storia e personaggi sono iniziate a venir fuori. Come spesso accade per ogni saga che raccolga eserciti di fan. Avere così tanti appassionati è certo positivo, in quanto assicura un buon successo ai botteghini, in ogni caso. Ma spesso può rappresentare anche un ostacolo, una zavorra per qualsivoglia operazione, innovazione. I fan, infatti, di frequente tendono ad essere troppo nostalgici, cultori delle origini e refrattari ad ogni intervento che, a loro giudizio, si allontani troppo dal concetto originario. Con il risultato che, con critiche talvolta lanciate a priori, per partito preso, per preconcetti, si tenda ad influenzare la realizzazione dell’opera, frenando la creatività degli autori.

Detto questo, però, a film visto, qualche osservazione si potrebbe anche fare su come la trama è stata ideata e sviluppata, proprio a partire dalle rivelazioni a cui si è fatto cenno. Rivelazioni importanti a cui, purtroppo, non viene data la giusta enfasi, facendole passare quasi come se fossero la cosa più ovvia.

La saga, ovviamente, continuerà, nonostante le tre trilogie principali si siano ormai concluse. Già hanno cominciato a trapelare notizie su altri film legati all’universo di Star Wars. Del resto, difficilmente la Disney potrebbe chiudere una miniera che può ancora fruttare innumerevoli successi al botteghino.

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