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CHIARA DA MONTEFALCO, UNA GRANDE MONACA AGOSTINIANA NELL’UMBRIA MEDIEVALE

di Michele Cotugno

Se pensiamo a Santa Chiara, il più delle volte ci viene in mente la santa di Assisi, seguace di San Francesco e fondatrice dell’ordine delle Clarisse. Ma, in un piccolo grazioso borgo umbro, a pochissimi chilometri da Assisi, è molto venerata un’altra santa omonima: santa Chiara da Montefalco.

Ed è proprio a lei che è dedicato il libro “Chiara da Montefalco. Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo”, scritto dal giornalista bitontino Marino Pagano, che, da sempre, alla ricerca storica unisce i racconti di viaggio attraverso i borghi italiani e le loro tradizioni.

L’opera, edita da “Fede e Cultura”, è per Pagano la prima pubblicazione autonoma, dopo saggi e contributi su riviste di studi e testate giornalistiche.

È particolarmente legato all’Umbria ed in particolar modo a Montefalco, la regione e la città protagoniste del libro, che è una biografia di Santa Chiara della Croce (come è anche conosciuta), mistica agostiniana canonizzata da papa Leone XIII nel 1881 e vissuta, tra il 1268 e il 1308.

Il volume, attraverso la biografia della santa e un’attenta selezioni di fonti, è una ricerca sulla storia della Chiesa, del cristianesimo, nelle sue più varie espressioni, sul monachesimo femminile, sulla spiritualità monastica nell’Umbria medievale, periodo, questo, che per l’autore necessita di una rivalutazione e di liberazione da quell’aura di negatività che lo circonda sin dall’Illuminismo.

Nell’opera, Pagano, abbandonando i moderni metri di giudizio che potrebbero inquinare o ostacolare la comprensione di quanto scritto, narra la vita di una donna, una santa “illicterata”, ma capace di interfacciarsi con i teologi dell’epoca, aperta al mondo, come la definisce il titolo.

Una santa agostiniana, anche se molto influenzata dal francescanesimo, tanto che per secoli diversi studiosi hanno avuto dubbi sull’ordine monastico a cui apparteneva.

 

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