L’ultimo abbraccio
Santippe: Tu muori innocente…
Socrate: E tu volevi che io morissi colpevole?
Non credo esista niente di più filosofico che questo brevissimo dialogo tra due coniugi esemplari. Ho letto e riletto, in 50 anni di studi, migliaia di pagine dai sussidiari elementari a Tex Willer, da Dylan Thomas a Amélie Nothomb, da Cartesio a Heidegger, Semerari e Galimberti. In nessuna c’era sintetizzato tutto il senso della vita, come nell’aneddoto di Diogene Laerzio: Ad Atene, nel V secolo a.c. Santippe, moglie di Socrate, avvisa il marito che sta morendo, in anticipo. Nella vita è obbligatorio morire, ma si può farlo naturalmente o per violenza altrui. E perché si deve morire per mano altrui, senza una colpa morale? Socrate risponde con una battuta comica. Non ha paura della morte, sa di essere stato un uomo virtuoso, accetta la vergognosa sentenza dei giudici, dice addio alla moglie e a noi con un sorriso.
In quelle dieci parole sono comprese le 6 passioni primarie, definite da Cartesio: Il Desiderio della verità, l’Amore di coppia, la Gioia ironica, la Meraviglia verso il destino, l’Odio dell’ingiustizia, la Tristezza dell’abbandono definitivo. Sono passati 25 secoli dalla più inutile e squallida istigazione al suicidio. Socrate non è stato dimenticato, né lo sarà mai più. Santippe invece se la ricordano solamente i pochissimi lettori del gossip filosofico. Ebbene, presentiamo questo sito, spiegandovi perché vogliamo dedicarlo a lei. Non sappiamo se Santippe fu bella o bruttina, certamente subì la concorrenza del più desiderato efebo di Atene, Alcibiade. Fu una brava moglie, un poco manesca ma non violenta come milioni di disgustosi uomini che aggrediscono le donne. Santippe fu la compagna fedele dell’essere più saggio di sempre. Ella non scrisse nulla, ma nutrì, amò, dette 3 figli a un mito vivente, lo seppellì. Santippe fu l’ombra di Socrate. Esiste niente di più utile ai metafisici, dell’ombra?
www.santippe.it è sito un filosofico, nel senso che sarà scritto solamente da filosofi, cioè da tutti coloro che studiano, teorizzano o storicizzano la filosofia, con serietà e metodo. Questa esclusiva è la nostra unica regola, ma decisiva. Sappiamo bene che ‘la profondità è indipendente dal sapere’. Quindi si può essere analfabeti, ma non ignoranti. Noi, però, cerchiamo solamente la profondità del sapere filosofico. Non è poco e ci basta. Ovviamente tutto ciò che sarà scritto qui dentro è a disposizione di tutti, ma non tutti potranno scrivere qui dentro. Non ci saranno censure ideologiche; seguiremo i precetti della morale e rispetteremo le norme della legge sulla stampa.
Se questa è un’idea sbagliata, torneremo a stare in disparte. Se funziona, continueremo.
Francesco Monteleone
Un Commento
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un’idea veramente eccezionale in tempi moderni ! Complimentoni !!!