Chi è il direttor Trombone?
del direttor Trombone
È un maestro, pluridiplomato in conservatorio, sfigato, di grandi ambizioni, con modeste doti, ma convinto di essere un talentuoso e valente compositore dotato di grande estro artistico. Disoccupato cronico, come del resto quasi tutti i suoi colleghi che non hanno avuto la fortuna di entrare in un Ente Lirico o in un’ Orchestra Stabile, tra le mille forme di precarietà esistenziale, sceglie di fare nella vita il direttore di banda ! ! ! E qui cominciano tutti i suoi guai.
I sogni di infanzia sono infranti: non siede tra i tromboni della Filarmonica di Berlino, né dirige, lodato dalla critica, Tosca all’Arena di Verona, Aida al Regio di Parma, o sue sinfonie al San Carlo di Napoli, come sin da piccolo fantasticava, ma calca le casse armoniche sistemate alla meno peggio nelle piazze principali di sperduti paesini di montagna o dell’entroterra del profondo Sud dirigendo una scalcagnata bandaccia fatta di altri 40 disoccupati da lui messi insieme di volta in volta, in occasione delle varie feste patronali.
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del direttor Trombone
Al giorno d’oggi incessantemente sentiamo parlare di precariato. I tg ci riempiono di immagini relative a scioperi, tavoli tecnici, cortei e manifestazioni sindacali, che si susseguono senza posa per le strade, fuori dai cancelli delle ditte, sulle tangenziali di mezza Italia e sotto i palazzi del potere. Tanti, a gran voce, reclamano la conservazione del posto di lavoro; mezzo milione di sindacalisti incalliti, sul cui agire è lecito avanzare qualche pallida perplessità, si battono (così pare) per l’attivazione di ammortizzatori sociali e per l’elargizione di incentivi statali. Per carità, tutto giusto! Il lavoro è sacro. Ma di noi, chi parla ? Per la nostra categoria, chi spende anche una sola misera parola? Chi è disposto a convocare un tavolo tecnico per le trattative relative a centinaia e centinaia di scalcagnati che ogni giorno son costretti ad operare tra mille milioni di difficoltà senza che a nessuno freghi assolutamente nulla?
Tra tutte le forme di precarietà esistenziale che esistono sulla faccia della terra, mi sono andato a scegliere la più sciagurata: il direttore di banda!