BRESCIA, UNO SCRIGNO DI SCONOSCIUTA BELLEZZA

di Carmela Moretti

Stretta tra Milano e Verona, Brescia è lì, come una pietra preziosa incastonata nel territorio est della Lombardia, pronta a lasciarsi ammirare.

La cittadina conta circa 200.000 abitanti ed è attraversata da una metropolitana automatica, sebbene sia a dimensione d’uomo. Passeggiare per le sue strade consente di coglierne l’anima più profonda – industriale e commerciale certamente, ma anche culturale – arrivando a scoprire le testimonianze delle varie epoche che l’hanno attraversata e segnata: dalla Brixia romana alla dominazione longobarda, dal Regno lombardo-veneto all’annessione al Regno d’Italia in epoca risorgimentale, fino all’impronta fascista, regime che poco lontano dalla città volle alcuni ministeri della Repubblica di Salò.

Al centro si aprono, quasi abbracciandosi, le tre piazze più importanti: piazza Duomo, in cui svettano uno accanto all’altro, padre e figlio, il duomo antico, di epoca romana, e il duomo nuovo (o cattedrale di Santa Maria Assunta), con l’imponente facciata in marmo Botticino; piazza della Vittoria, cimelio fascista, realizzata dall’architetto Marcello Piacentini; piazza della Loggia, su cui si affaccia il Palazzo della Loggia sede dell’amministrazione comunale, passato alla storia per la strage del 28 maggio del 1974: durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, per l’esplosione di un ordigno, persero la vita otto persone.

Duomo nuovo
Piazza Duomo
Piazza della Loggia

Poco lontano dal centro, un angolino della città ricorda l’importanza di Brixia nel periodo della dominazione romana: il Capitolium, o tempio capitolino, con l’annesso teatro romano e un tratto del decumano, rappresentano un unicum in tutto il territorio settentrionale.  Si tratta, infatti, di un complesso archeologico importante, divenuto a giusta ragione Patrimonio Unesco, nell’ambito del progetto I Longobardi in Italia. I luoghi del potere.

Tempio capitolino

Percorrendo la via dei Musei, si arriva a uno scrigno di rara bellezza. Il complesso di Santa Giulia e San Salvatore racchiude al suo interno la storia della città, con delle testimonianze spettacolari, purtroppo ancora poco conosciute e ammirate: la Croce del re Longobardo Desiderio (fine VIII secolo); il Coro delle Monache del monastero di Santa Giulia con suggestivi affreschi del Cinquecento; si trova momentaneamente a Firenze, invece, la statua in bronzo di Afrodite-Vittoria del periodo ellenistico (una delle poche presenti al mondo), sottoposta a un meticoloso restauro.

Croce di Desiderio
Affresco del ‘500

Risalendo il colle Cidneo si giunge al Castello, che svetta trionfante sulla Leonessa d’Italia: quest’appellativo si deve al Carducci, e prima ancora al poeta Aleardo Aleardi, perché nel 1849 la città seppe eroicamente affrontare dieci giornate di sanguinosi scontri contro gli austriaci (Lieta del fato Brescia raccolsemi,/Brescia la forte, Brescia la ferrea,/Brescia leonessa d’Italia/beverata nel sangue nemico).

Castello

Per visitare degnamente questa cittadina lombarda occorrerebbero minimo due giorni. Il tempo giusto per avere anche l’occasione di assaporare i casoncelli bresciani, gustosi ravioloni a forma di mezza luna, ripieni di pane secco, burro e Grana Padano.

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