scritto da filosofi, seminando incertezze

Adsense

Vitantonio Laricchia

Vitantonio Laricchia

di Giuseppe Scintilla

Uno dei “luoghi” intoccabili della televisione, dove tutto era rimasto identico a se stesso – tranne qualche utile miglioria grafica e tecnologica – era il bollettino meteorologico. Nato contemporaneamente alla massmedialità (la prima trasmissione radio in Italia prevedeva anche un notiziario sulle condizioni climatiche), il meteo ha mantenuto intatto il proprio essere asettico,obiettivo, basato su rilevazioni satellitari lette da esperti del settore, anchequando sbarcò in televisione. Almeno fino a 10 anni fa, quando un nuovo corsotelevisivo ha deciso di apportare qualche cambiamento anche in questa nicchia di informazione impersonale, dove i conduttori erano ricordati più per i loro volti inespressivi e per il gergo tecnico che per memorabili performance davanti alla telecamera. Così oggi tra meteorine, talk-show che usano come pretesto il tempo che fa, e jolly dell’anticiclone, ecco che in Puglia appare, primeggiando, il colonnello Vitantonio Laricchia, degno prosecutore della tendenza che ha preso piede in tutta Italia e che pone oggi il meteorologo allastregua di un qualsiasi showman.

Ogni mattina, durante “Buongiorno regione”, la striscia quotidiana informativa della Rai, il colonnello apre e chiude il programma, marcando con il suo personalissimo stile l’appuntamento con il meteo. Uno stile che, se leggiamo quanto scritto sul suo fan club su Facebook, è molto apprezzato dagli spettatori, che ne sottolineano soprattutto la simpatia, il sorriso onnipresentesul suo volto e l’uso disinvolto di aforismi che forse qualcuno di fronte alla TV si appunterà, facendo sfoggio di cultura a buon mercato. Tuttavia, che di un meteorologo si sottolinei la simpatia e i siparietti di cui è protagonista ogni mattina con i conduttori del programma, forse è sintomatico di un’esigenza, da parte del pubblico, di avere una costante relazione affettiva con i personaggi
della TV. Anche se questo personaggio è un meteorologo…

Ovviamente anche in Puglia la figura del meteorologo ha subito quella ibridazione che sta trasformando un colonnello, interprete di simboli sulla cartina, in un mito, o meglio, in uno di quei miti d’oggi di cui Barthes scrisse cinquant’anni fa. Lo stesso Laricchia ne è consapevole e sfrutta al massimo questo nuovo status, rimarcandolo anche durante le sue previsioni, quando definisce il suo spazio televisivo mattutino (che dovrebbe essere un bollettino meteorologico) “un’allegra e simpatica trasmissione che serve per dare fiducia ed allegria” (sic!).

Possiamo affermare, dunque, che il meteo è diventato in realtà un pretesto per sfoggiare la duttilità scenica del colonnello che accantona il freddo lessico a cui ci hanno abituato Bernacca prima e poi il barbuto Caroselli (costellato di “anticicloni delle Azzorre”, “basse pressioni”, etc), per affidarsi a epiteti improbabili come il famoso “amico” maestrale, o il più recente “amico” vulcano; singolari idiotismi (che vuol dire semplicemente frasi idiomatiche, e non altro…) come “ombrello al seguito” per paventare il rischio di precipitazioni, oppure l’uso frequente e gergale dell’idioma “alla grande” per sottolineare il bel tempo sulla regione (“un fine settimana alla grande”), senza dimenticare i venti che “pasciono”.

Tutto è finalizzato a creare un feeling profondo con lo spettatore, che va al di là del mero servizio meteorologico, ma che vuole avere un intento anche educativo, come quando rispolvera l’Olimpo pagano con Giove Pluvio oppure snocciola, con il preziosissimo e imprescindibile aiuto della cartelletta, proverbi e aforismi che vanno da Twain a Hemingway, fino a Seneca, improvvisandosi anche lettore di latino e traduttore all’impronta (con occhi sempre ben fissi sul suo supporto cartaceo). Del resto chi, come lui, parla in televisione e guarda in camera, sta affermando ai telespettatori la propria credibilità e la verità di ciò che sta dicendo, assumendo nello stesso tempo un’autorità carismatica che lo spettatore evidentemente recepisce. In tal modo ci si può anche permettere di uscire dal proprio campo specifico per avventurarsi in altre lande come la letteratura, affrontandole con lo strumento dell’aforisma che dice tutto, nondicendo quasi nulla. Ma la percezione dello spettatore mattutino è quella di vedere un uomo dalla profonda cultura che attinge da un repertorio letterario millenario per omaggiare il pubblico con ardite citazioni. Al di là di tutto, un motivo di indubbio vanto il colonnello ce l’ha: aver sconfessato la previsione di Eco che all’inizio degli anni ottanta, quando faceva la sua comparsa il televideo, annunciava, tra le altre cose, la probabile morte dei bollettini
meteorologici televisivi. Ancor più oggi, con la diffusione di internet, la particolare battaglia vinta dall’”amico” colonnello è più grande di quel che si pensi. Chiedete ai suoi spettatori.

Lascia un Commento